Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoterapeuta Psicoanalista - Torino

Stress

Stress è una parola che rende un cattivo servizio al parlessere coprendone la verità. E’ stato Jacques Lacan ad indicarci l’importanza fondante della lingua che offre la possibilità alla persona di riconoscersi in quanto soggetto. Ed è solamente attraverso il linguaggio che il soggetto verrà a costituirsi in quanto tale: dicendosi non nel dire tanto per dire, bensì nell’onorarsi attraverso l’espressione del proprio pensiero.

Dire stress è un modo superficiale per fare diagnosi affrettate e per non prendere in carico la questione della propria storia, ma ancora di più: per non riconoscere l’aspetto giuridico del dire, per coprire l’angoscia con una terminologia che conduca a situazioni oggettive ed organiche. E’ possibile usare il linguaggio in modo sgradevole, non bello per la persona: “…solo parole, sono i fatti che contano”. Frase che caratterizza tutta l’ignoranza di un individuo che non sa ancora cogliere l’amore.


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Stress è una modalità per banalizzare il tutto e tentare al momento di lasciare le cose come stanno scegliendo facili soluzioni come quelle psicofarmacologiche che incelofanano la persona e non gli permettono di accedere alla propria verità per chiudere serenamente i conti col proprio passato.

Certo che lo stress è una risposta del corpo ad un comando imposto da quella stessa persona al proprio organismo: “mi sono chiesto troppo!”. Nella patologia c’è sempre astio e rancore: è sempre guerra, ma non lo si vuole ammettere, perché ci sono: “cause giuste!”. La parola stress serve a non far vedere l’angoscia camuffandola in situazioni specifiche in cui la persona possa continuare a contarsela e cantarsela come crede oggettivizzando.

Ma cosa c’entra la storia con il fatto che ho avuto una giornata pesante?
C’entra tantissimo: talmente tanto che si spendono enormi energie per tenere sepolta la propria storia: Freud le ha chiamate rimozioni.
Usare il linguaggio a vanvera, con teorie che presuppongano qualcosa, significa abbandonarsi al prestare fede, che sarà anche più sbrigativo che capire, ma toglie al soggetto la possibilità di essere vivo e determinante.

Nota tecnica: da tener presente che chiunque dica qualsiasi cosa la dice sempre perché ha una sua ragione, foss’anche la più strampalata. E’ grazie a questo convincimento che Freud è riuscito a scoprire la psicoanalisi.


Il farmacista: colpevoli e rei n. 156

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