Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoterapeuta Psicoanalista - Torino

Problemi di coppia

E’ uno dei problemi più comuni della non relazione nel senso che non c’è più scambio tra i due, la mancanza di dialogo, che spesso diventa un parlare tanto per dire, o per camuffare il disagio, per non dire ciò che il soggetto pensa veramente.


la lotta di stambecchi n. 169
Si dice “quei due non si parlano più”: dove il parlarsi è il sinonimo della relazione. Ora invece c’è solo “il fare”, a volte forsennato, per colmare un non detto: non c’è più il tempo per dire. E la persona crede che impegnarsi nella lotta sia il modo per venirne fuori. Non sarà così. Occorrerà imparare a mettersi in relazione, a mettersi in gioco: sarebbe come imparare dai bambini: se l’adulto possedesse l’umiltà del capire.
Non è un vincere sull’altro, un prevaricare, dalla competizione non nasce nulla: l’uomo non è un animale governato dall’istinto e nemmeno una macchina governato da una logica.

Freud dice che occorre riconoscere una restrizione all’efficacia dell’analisi: la quale non ha il compito di guarire le soluzioni impossibili delle reazioni morbose, ma piuttosto quello di creare per l’io del malato la libertà di decidere per una soluzione o per l’altra.

Questa restrizione permette di affrontare e riconoscere la possibilità di trasferire il soggetto dall’ordine coatto-imperativo della patologia, a un nuovo ordine definito come libero. Potere optare per una soluzione (patologica-imperativa) o per l’altra (normale-normativa) significa avere la possibilità di far passare all’imputabilità delle condotte.
La legge pulsionale è capace di legislazione universale: sia dal punto di vista economico che del diritto senza imporre alcunché, ma solo ponendo.

L’avvenire di una illusione n. 175

Dal punto di vista economico vale semplicemente la legge della domanda e dell’offerta, rispettivamente nei posti distinti di Soggetto e Altro, ambedue essendo Soggetti.
Dal punto di vista giuridico vale l’obbligazione con se stessi nel riconoscimento dell’altro, ovvero parla nel modo che ti senti di parlare per giudicarti onesto.


Le lavandaie n. 95

Valutiamo alcune condotte nella soluzione imperativa del tipo:
“vieni a Messa con me, è tuo dovere!”.
“Ho deciso che oggi laviamo i panni!”.
“Devi essere qui con me!”.
Le due figure segnano il tratto dell’obbligazione della relazione nella legge pulsionale: c’è obbligazione, che non è né imperativa né categorica. Più ancora del diritto statuale -legge imposta- questa legge non contempla nemmeno il dato di ignoranza, anzi! Si tratta di un diritto positivo, cioè posto da atti legislativi, che

sono atti di domanda e di offerta, di rispetto e di onore per ciascuno nella parola, senza esclusione di alcuno a priori.
“Vado a lavare i panni, tu che cosa fai?”,
“Vuoi venire a Messa con me?”,
“Mi piacerebbe parlare con te sulla panchina”.


Pessinetto fuori partic. n. 94

Non sarà un credere, obbedire e combattere, ma un riconoscere imputando nell’ordinare e lavorare nella soddisfazione con altri. La perversione mira ad instaurare una legge secondaria stabile annullando fin dalla radice la norma soggettiva detta anche legge primaria.

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