Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoterapeuta Psicoanalista - Torino

Orientamento sessuale

Non esiste un istinto sessuale che ci conduce necessariamente al bisogno di essere soddisfatti perché siamo schiavi di una voglia.


Dove vanno le pulsioni? Omaggio a S. Freud n 177
Non esiste un meccanismo che produce in noi piacere. La pulsione non ci conduce necessariamente a meta: occorre un pensiero ordinato e non inibito per giungervi.
Spesso esiste ancora un pensiero sano che può permettere al soggetto di individuare le proprie schiavitù e di correggerle in ragione di un lavoro di riconoscimento che (S) fa con un altro (A).

Ciascuno di noi può essere dominato da vizi e virtù solamente perchè non li ha ancora individuati come tali: scarto di emissione di pensiero.
Lo scarto di emissione del pensiero è la differenza tra ciò che un soggetto pensa e ciò che dice. Se questa differenza è elevata quel signore non sta troppo bene, dice anche “io penso troppo”. Sono per lo più pensieri ripetitivi, sempre uguali, simili a fissazioni.
La verginità è nel pensiero, e non si trova in un corpo-oggetto.
La guarigione è la ri-acquisizione di una competenza che si ri-apprende nell’incontro con l’altro.
La legge della non omissione e della non sistematizzazione ce l’ha insegnata Freud, ed è la testimonianza della possibilità di poter ritrovare la salute: “mi dica tutto ciò che le viene in mente senza omettere nulla”.


nudo femminile n.52

Il lavoro di soddisfazione produce frutti: che non è un far le scarpe ad un altro.


Produzione di sabots n. 166
Non omettendo e non sistematizzando si scopre dove vanno le pulsioni, dove sono i propri desideri, ma non a priori, ciascuno ha i propri d’andare a riconoscere. E questo andare a ri-conoscerli è il lavoro.
L’eroina è la femmina dell’eroe.
E’ importante per riprendere gli orientamenti di sesso nel verso del pensiero di natura mettere in luce che il bene non si può fare, ma si può solo lavorare affinché sia prodotto in quanto benessere per l’universo.
Fino a che si pensa che l’eroina debba essere estirpata in quanto oggetto ci sarà sempre lo spaccio, perché produce soldi per pochi perversi e povertà per tutti.
Fare il bene si fa male come tutto ciò che è presupposto nell’ideale eroico: è il prodotto non della relazione ma della schiavitù, dove l’eroe è oggetto vittima sia del bene che del male.
C’è un primo diritto di competenza individuale che nemmeno l’eroina più sofisticata può distruggere: l’ideale non può arrivare ad essere così puro da annullare il pensiero di natura così terra a terra.

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