Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoterapeuta Psicoanalista - Torino

Nevrosi

Sì, proprio quelle da cui Freud è partito per scoprire la psicoanalisi, poi quelle che nel corso


La giostra della vita n. 160
dell’anno 1991/92 per la prima volta Giacomo Contri ha distinto e classificato tra le psicopatologie cliniche aprendo la più importante strada in lingua italiana verso la cura.
In ogni persona si ritrovano dei tratti nevrotici, e sono gli unici che possono essere curati.
La nevrosi è un errore che come tale si può correggere riconoscendolo. Occorre scendere dalla giostra e trovare un aiuto fidato: da soli si resta afferrati all'offesa ed all'inganno.
Il nevrotico non sa giudicare: non sa trovare un giusto equilibrio tra l’Io di

sé (un chi non riuscito) e le relazioni con gli altri del proprio universo. Si ritrova sempre in un tempo che non è il suo. Ammira l’altro che ha il proprio, ma non riesce a smontare dalla giostra.

Non si guarisce imparando a mentire, o prendendo ansiolitici. Occorre rivisitare in prima persona col proprio modo di dire la propria storia con un altro che abbia percorso la sua storia precedentemente.

L’impossibilità, tipica della nevrosi, a concludere in un giudizio significa anche impotenza a costituire un atto. Nella nevrosi vi è sempre qualche cosa che è lasciato in sospeso, che non può essere colto, afferrato, posseduto, un che di non risolto.
Aggrapparsi alle illusioni per non cadere, e ritrovarsi solo dall’altra parte.

particolare “paura” n.160

particolare “paura” n.123
L’angoscia è svelata in ogni nevrotico: oscilla dall’incapacità di giudicare in che misura la mancata soddisfazione sia imputabile al mancato aiuto dell’altro, oppure alla propria incapacità di giovarsi.

In ogni dove ed in qualunque momento si trattano le nevrosi. La nevrosi è luogo di conquista di qualsiasi attività sociale, pratica intellettuale o mediatica; in particolare la nevrosi è divenuta l’affare più importante da sottomettere per la perversione: “fidati, lo dico per il tuo bene!”.
Il pensiero debilitato e affaticato della nevrosi può cedere facilmente il passo all’incalzare della perversione: nel tentativo di sollevarsi dal senso di colpa individuale opprimente ed instabile per costituire ed affollare esaltando le teorie generali e stabili dove tutti soffriamo le nostre colpe ed espiamo i nostri peccati mentre la ruota del destino gira ancora.

Legami n. 153

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