Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoterapeuta Psicoanalista - Torino

Altre

Abusi, afasia, agorafobico, allucinazioni, amenorrea, assenza del desiderio, autismo, autodistruttività, balbuzie, borderline, bisogno, claustrofobico, cleptomane, compulsioni, convulsioni, crisi di panico, delirio, eiaculazione precoce, enuresi, epilessia, esaurimento, fattori affettivi del cancro, frigidità, gioco d’azzardo, incontinente, ipocondriaco, isterico, lutto, malattia psicosomatica, mancanza, manie, mentalità dopante, mobbing, ritardo mentale, paura della morte, psicosi, psiconcologia, schizofrenico, sintomatologie varie, somatizza, sbalzi di umore, tachicardia, timidezza eccessiva, vaginismo, vertigini, virtù, vizi.

Omagio a Van Gogh n. 104

In questo elenco di disturbi c’è tutto l’errore che la psicopatologia commette. L’errore consiste nell’assumere come dato primario ed oggettivo dati che primari ed oggettivi non sono. Non lo sono e non lo potranno mai diventare, e l’errore sta proprio nel trattare i dati appartenenti ad un tale come se fossero caratteristiche primarie, e teorizzarle. Se così fosse non ci sarebbe nulla da fare! Quel signore sarebbe un meccanismo, il che non è. Fortunatamente per lui non è una cosa, cioè non è un dato di partenza.
Sembra una osservazione banale, ma è fondamentale per riconoscere la propria patologia!
Non c’è alcun altro modo per riconoscere sé stessi che questo.
“Io sono così!” non è un dato di partenza.

La risposta della persona sana al tentativo di appiglio del perverso mette lì un: "Ma va là!", con una valutazione del tutto superficiale: “ma per favore, smettila!
Ossia è il primo giudizio di una persona sana che non ha ancora troppo formalizzato, ma è comunque un giudizio a tutti gli effetti. E’ il primo giudizio recuperato dal dialogo con sé stessi del so cosa desidero, cioè sostenuto dal lavoro psicoanalitico.

La facoltà di giudizio non ha bisogno di essere scritta su di un trattato: la persona sana sa rispondere nel tempo del si-no.
E’ per questo che nella nevrosi la rimozione è il mezzo principale della difesa dalla perversione: prende tempo. Avendo la nevrosi poca familiarità con la norma soggettiva, non ha la facoltà di risposta si-no, e può solamente continuare a rimandare nel tempo, ossia per fare del tempo la dimensione del rinvio di un giudizio di cui non ha la capacità. È rinvio a un domani in una serie temporale che tende a durare all’infinito; nella nevrosi il soggetto è nei guai perché questo infinito non dura, perché da qualche parte una sollecitazione esterna prima o poi arriva, non fosse che per in fatto che si accorcia la vita, diventerà sempre più difficile rimandare a domani.

Parlessere n. 53

La psicoanalisi è trattamento e cura di ciò che è già individuabile come sano con un altro attraverso una pratica di narrazione. L’uomo è un parlessere. La dignità del dire sta sullo stesso piano della confidenza ed è la condizione del rapporto: non ci può essere molto scarto di emissione tra pensiero e dire.
Può essere però molto più sbrigativo credere all’oggettività della parola e stabilizzarsi sull’altro versante, che è quello della perversione.
In psicoanalisi si tratterà invece di dire liberamente e senza pre-ordinare ciò che verrà in superficie, senza nemmeno omettere una parola: dire tutto.

Questioni, domande, un vostro problema?



Dai calderoni vulcanici di Es, ad un uomo pubblico che può dirsi n. 157

Particolare n. 157



Disegno pastello su carta: (26 x 114)

Trivellazione e cisterna per l’acqua

Stratificazione sedimentaria terrestre variegata,
effettuata nel 1950 per una profondità di 74 mt.
in zona Remondi-Ciriè

“Chissà cosa c’è sotto?”:

Humus,
terriccio fertile,
torba,
pietre,
selci,
ghiaia,
sabbie,
acqua,
argille di diversa composizione,
ciottoli e manufatti di terracotta,
crete,
caolini,
tufo,
tronchi di legna,
arenarie,
sassi e pietrisco.

 

 

 

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