Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoterapeuta Psicoanalista - Torino

 

Lavorare stanca?

  

Mi auguro che non sfugga l’ironia  del Comitato, che perlomeno dalla storia della psicoanalisi porta con sé un cestino zeppo di insulti ed offese che lascia perlomeno basito chi questa storia va praticando: per interrogarsi, certo, attorno al perché? Eppure direttivo è ancora termine corretto per indicare ciò che incammina da trenta anni anche a Torino, e né caratterizza il pensiero, di coloro che  hanno inteso proseguire la conoscenza a partire dal vuoto significate psicoanalisi. (ne varrebbe una tesi!).

Nell’Annuario sono tutti raccolti, tranne questi ultimi anni, in quella voce che in Rubrica ho chiamato luogo ordinato, non fuori luogo, ma fuori, cioè non centrato su di un solo soggetto. A misura - scrivevo - di ciascun soggetto che può investire ciò che ritiene utile per soddisfare il proprio interesse.  

Non fosse chiaro, è sufficiente andare alla voce economia, sempre in Rubrica per accorgersi che non è certo di una sola logica  che il governo abbisogna, anzi una sola logica è talmente deleteria da ritornare ai problemi di penuria di risorse e via discorrerdo, che conducono solo a conclusioni che fanno la storia di ciò su cui abbiamo scelto di lavorare proprio questo anno: dal malessere alla psicopatologia.

L’uguaglianza è quell’assurdo che nemmeno la catatonia più grave manifesta totalmente.

Infatti la relazione tra S e A avviene sul solo canale (d).

Se questo canale diventa bidirezionale (da A a S e da S a A), allora viene meno la distinzione tra i posti di S e di A, e addirittura troviamo che A invade S e ne occupa il posto. Penso infatti che la psicosi sia quella condizione in cui il soggetto, persa la distinzione fra posto del Soggetto e posto dell’Altro, funziona sul solo pensiero dell’Altro, di un A che "funziona" soltanto come maschio-femmina, per la pura differenza ricavabile dalla biologia. Anche in questo caso avviene comunque un movimento fra questi due A che sono finiti nello stesso posto. Se ci fosse il segno di "uguale", forse si potrebbe pensare che lo psicotico non pensa più (che potremo inseguito, nel nostro lavoro di scuola, svilupparne al meglio).

Anche la catatonia o l’autismo sono tenuti in piedi da un pensiero che fa la spola di andata e ritorno da un posto allo stesso posto. Non si raggiunge mai l’uguaglianza, che comunque comporterebbe la cessazione del moto, neppure nella psicosi più autistica.

E’ solamente per questo motivo che ho intitolato Dialoghi il mio testo tra padre e figlio, infatti è stato ed è un dialogo tra due posti diversi che mi arricchisce ancora oggi, nel riconoscimento.

Non intendo, né intendiamo al Labo, utilizzare la voce dialogo come Socrate, o come Alcibiade, che concludono su astratti concetti di bello e di monosesso,  ecc.. e che,  sono temi su cui ci toccherà ritornare e lavorare molto da quel luogo da cui cerchiamo di far un po’ di luce sulla resistenza della storia dell’umanità ( al depliant di quest’anno) a partire da quel prenda cura di sé con… e che chi entrando nell’ Ostello dei pensieri di via Assisi 6  può ritrovarsi nella possibilità di fornirsi di un proprio ordinamento e ri-trovare il piacere a frequentare e ad arricchirci. (Sì, arricchirci, perché il bene viene dall’altro nella differenza).

 

Buoni pensieri

 To, 27 sett. ‘07

 

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