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Laboratorio di Formazione e di Lettura Psicoanalitica

Le affezioni amorose: Felicità

Felicità altra parola molto mal-trattata in amore. Ridotta a un ideale astratto e utopico. È una parola intraducibile in reali atti di beneficio tra soggetti ed è così diventata una categoria di pensiero, che impone ai soggetti un assoluto (assurdo) principio di comando: "Devi essere felice!" Tutte le ricette amorose che hanno provato a renderla vanamente possibile, l' hanno trasformata in una visione del mondo destinale, dove la legge individuale di moto a soddisfazione è realmente scomparsa. Dove, cioè, l'idea della soddisfazione individuale raggiunta attraverso un concreto rapporto con la realtà, non viene presa in considerazione. Rimane invece la patologica contraddizione felicità/infelicità, dove l'infelicità è il risultato di una mancanza. Occorre abbandonare la felicità per sostituirla con la soddistazione. Che non è un ideale dato per sempre, ma va cercata con lavoro, interazione, eccitamento ogni giorno. Il beneficio prodotto da questo lavoro non è astratta felicità, ma risultati quotidiani dove l' angoscia della perdita diventa assente, perché i partner fanno accadere realmente, ogni giorno, atti di reciproco piacere.

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