LFLP

Laboratorio di Formazione e di Lettura Psicoanalitica

Le affezioni amorose: Infinito

Infinito in amore, è una parola fortemente capace di inganno. Si lega, ad esempio, ad un'idea di amore ingannevole che incontriamo nella frase "La Madre ama". Madre in maiuscolo, perché si riferisce non ad una madre (o padre) reali, ma ad una assoluta figura materna che ama sempre all' "infinito". Una figura illusoria, perché le madri (come i padri) vanno giudicate/i una ad una realmente, non come "infinite" nel loro amare. Il problema, poi, è che questa parola finisce per generare un pensiero sull'amore che si fissa nel bambino per arrivare fino all' adulto: il concetto di "Amore essenziale, infinito". Così, si arriva a definire come tali tutti i rapporti amorosi. Come dire: se non è infinito, non è vero amore. L'idea di infinito, poi, rimanda anche a quella di Dio o di un leader ed impone rapporti ideal identificati, preimpostati, dove il soggetto si dissolve nella massa, ovvero un insieme di soggetti senza pensiero. Bisognerebbe dunque scrivere e pensare questa parola come "in-finito", per darle un valore reale che indichi la possibilità di partnership fra due o più soggetti, senza idealizzazioni: rapporti autentici fondati sullo stimolo e lo scambio di benessere reciproco, dove non si perda a dimensione la dimensione temporale del rapporto con gli altri, che ha dei precisi limiti. Insomma, è necessario liberarsi di tante idee astratte e presupposte sull' infinto che la cultura, da sempre, impone. 

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Laboratorio di Formazione e di Lettura Psicoanalitica utilizza i cookies per consentirti la migliore navigazione. Il sito è impostato per consentire l`utilizzo di tutti i cookies. Se si continua a navigare, si accetta e si approva la nostra policy sull`impiego di cookies. Per saperne di più sulla nostra policy dei cookies