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Laboratorio di Formazione e di Lettura Psicoanalitica

Le affezioni amorose: Mancanza

La mancanza è una parola molto usata nei discorsi che riguardano l'amore e i rapporti, sempre ad indicare uno stato individuale di sofferenza. A partire dall'antica idea che l'amore è fatto di una "Unità" composta da due parti e, se una di queste manca, l' individuo è condannato a una dolorosa incompletezza. Ma questo non è vero, è un'illusione culturale. E' vero invece che il soggetto, l'individuo umano, è completo di per sé e viene eccitato dal suo unico potere: quello pulsionale. Ovvero, la spinta a muoversi verso un altro in cerca di soddisfazione per lavorare con un altro alla costruzione di un rapporto reciprocamente soddisfacente. Quando invece, al posto del lavoro d' amore osserviamo l'innamoramento (ovvero la sottomissione a quella falsa idea di "Unità" composta da due parti"), allora ecco che vediamo insorgere la dipendenza affettiva. E allora si che, in assenza di una parte, proveremo mancanza, incompletezza, sofferenza. Ma se invece il rapporto produce quei risultati che vengono dal "trattarsi bene" reciproco, non può esserci mancanza, neppure in caso di assenza fisica dell'altro, perché l' individuo conserverà sempre la ricchezza di pensiero sviluppata con l'altro. Potremmo dire che "Mancanza", in amore, sia la "Paura di perdere l'amore", laddove l'amore non si fonda sulla concreta soddisfazione reciproca, ma su emozioni ideali, come quella del " mi sono perso nei tuoi occhi" che rimandano ad un'illusoria fede reciproca. In sostanza, è paura del niente.

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