LFLP

Laboratorio di Formazione e di Lettura Psicoanalitica

Il pensiero di natura è bussola

Un po’ di storia

Quando nel 1992 mi avvicinavo a La Bussola1 accarezzavo l’ipotesi  che potesse diventare uno strumento che ci permettesse di penetrare in quell’insulso mondo psicopatologico delle competenze della psicologia universitaria e sociale che si era venuto a costituire in città dopo la legge Ossicini del ’89.
M’illudevo che, con l’aiuto di alcune figure intraprendenti con le quali lavoravo, si potessero ancora seguire le tracce che conservavo nei ricordi di quasi vent’anni prima, quando la psicologia muoveva i primi passi a Torino, e Musatti da Ivrea aveva lasciato un’impronta che Boringhieri concretizzava, dove la Micropsicoanalisi e la SPI quasi si bilanciavano nel dire del prof. Peluffo, mentre il prof. Francioni invitava Lacan al Circolo Culturale torinese2
Cercavo di fare arrivare la bussola a chicchessia, ma non era nemmeno stato sufficiente portare Contri a Collegno, invitandolo a parlare della sanità dell’inconscio, perché non era venuta anima viva a prestarci attenzione e nemmeno durante tutto un intero anno di seminario3.

La prima edizione del pensiero di natura4 risale a due anni dopo, dove ci trovavamo già di fronte, fin dalla prima pagina, alla formula che il bene non si può fare, ma si può solamente operare per riceverlo: un ribaltamento!
Ed il capovolgimento continuava: in poche pagine iniziali c’erano tali e tanti stravolgimenti che diventava e diventa impossibile riassumerli nella foga  dell’accoglienza, nel timore che scappi qualcosa: tale che dopo 23 anni ci diventa lampante che è proprio il pensiero di natura che fa da bussola a ciascuno, che il soggetto se ne accorga o meno, un po’ come la non consapevolezza della gravità la ritroviamo nel camminare, che ne siamo o meno consapevoli. Certo la bussola può essere più o meno rovinata!

Pian piano l’idea di cambiamento radicale veniva meno ed iniziava un lavoro certosino nel valutare gli errori commessi alla luce del talento negativo. Se questa questione ha una sua lampante evidenza giornaliera nella seduta psicoanalitica giorno dopo giorno, al Laboratorio, nel sociale sembra non assumere lo stesso peso, sta su piani diversi, più complessi. La pratica dell’imporre il pensiero a seconda della posizione occupata nel collettivo è una questione difficilissima da rilevare e da cogliere nelle attività sociali. L’uomo vecchio5 non muore mai, resiste senza opposizione: c’è del mortifero a cui nulla possono i criteri morali tradizionali, religiosi o laici, né quelli politico-istituzionali moderni: il fatto è che questo mondo non è moderno! 
Abbiamo un’esperienza ultra trentennale al Laboratorio, potrei anche dire di fallimenti perché il lavoro è partito senza bussola, e quando ha trovato il significante bussola non ne conosceva ancora il significato, non aveva ancora chiaro come individuare il nord.
Individuato vagamente il pensiero di natura, si è poi trattato di capire come assimilarlo: sono occorsi anni di lavoro di correzione.

 

Il difensore della salute

Il difensore della salute è difensore del pensiero, che sintetizzo qui nella formula: da formazione a form(a)zione6
E’ importante oggi l’impegno in un lavoro di diffusione del PN accogliendo ciascuno senza andargli dietro, senza imporre niente e lasciare che sia ciascun interessato a seguirci, che la selezione non sia prodotta da noi, ma che siano i nuovi venuti a praticarla. Accogliere non vuol dire dare, ma portare avanti il pensiero di natura indicato come Bussola che non fa formazione, ma è una possibile azione di ciascuno che intende mettersi in gioco, e magari mettersela in tasca ritrovandosela nel lavoro.
Passare dal concetto culturale tradizionale di formazione al lavoro di dare forma al proprio pensiero nell’azione non è un passaggio di poco conto, perché si tratta di essere propositivi nella positività, abbandonando ogni tipo di educazione direttiva. Non si tratta di diffondere un sapere pre-costituito, ma è mettere in condizione l’altro interessato a muoversi verso un proprio atto nella forma più confacente al suo pensiero.

Form(a)zione è la forma dell’azione che ciascuno dà al proprio pensiero.

Lettura è il giudizio pubblicato.

Bussola come contenitore dell’espressione del pensiero sano.

bussola LFLP

Il Pensiero di natura (PN) non è un dogma astratto, ma può essere la forma del soggetto governato dal principio di piacere nella propria azione del dire, fare, baciare, cantare, disegnare, dipingere, ecc,….  
E’ necessaria una conclusione, sempre aggiornabile, sulla propria posizione rispetto al lavoro psicoanalitico fatto con se stessi. Il che vuol dire che per afferrare il PN occorre non aver mancato il proprio appuntamento. E’ in gioco la costituzione del soggetto che, se non è rispettata, non può fruttare.

Il Laboratorio (LFLP) non fa formazione psicoanalitica, ma è (un prodotto) una delle possibili forme dell’azione psicoanalitica, avendo il Pensiero di Natura (PN) come bussola.
Diventiamo appetibili se sappiamo diffondere la Bussola e presentarla in modo che interroghi. 
Ciascuno sarà libero di muoversi verso di noi per vedere e capire se è interessato. E l’interesse lo potremo anche sentire con le n/s orecchie o intenderlo: non lo valuteremo noi, ma -ripeto- la persona se interessata, perché si muoverà verso la propria meta di soddisfazione.
La nostra meta è diffondere la bussola indipendentemente da chi c’è in Laboratorio: che sia un Amico del pensiero, un Presidente di associazione o un benemerito sconosciuto non ha alcuna importanza.
Apprendere in altri termini significa saper distinguere il nostro talento negativo dalla nostra inibizione: cogliere il non dire per convenienza dall’inibizione nel dire.

Stiamo deliberando per muovere il Laboratorio verso un negozio di diffusione capace di presentare “La Bussola” avendo chiaro che LFLP non è SAP7. Il nuovo Consiglio di gestione, detto Stamm, interpellato anticipatamente ad personam sul testo qui redatto, lo approverà il 2 agosto 2017.
Il n/s prodotto è bussola da riconoscere per ciascuno, potendolo lavorare: l’avvio può essere di un semplice volantino per il seminario o per l’incontro o un passa parola, un invito, un annuncio su Facebook o su ogni social su cui c’intendiamo, che può anche diventare libro, giornale, trasmissione radio, dispensa, articolo ecc…del LFLP. E poi ogni serata è bussola da presentare bene con te stesso, occasione per confrontarci e scambiare in partnership arricchendoci, non dando per scontato che ciascuno, a bussola sua, abbia colto il passaggio da una analisi terminata ed analisi interminabile8.
Ogni socio sostenitore dell’LFLP, indipendentemente dal contenuto, può pubblicare, cioè usufruire del fatto che LFLP è editore.
Un ulteriore titolo di questo progetto potrebbe chiamarsi “Bussolando" o “Giocando con la bussola” perché è possibile anche divertirsi, in quanto l’appuntamento con la propria norma non è nell’ordine del dovere, ma del piacere della realizzazione, del fruttificare.

Buoni pensieri

Torino 25/7/’17

1.Pubblicazione mensile di orientamento, studio e ricerca in psicologia, fondato da Flavio Gallucci, direttore responsabile. La biblioteca del LFLP  ne custodisce gli atti tra le riviste accessibili.

2.Il riferimento è al clima culturale universitario torinese di Palazzo nuovo degli inizi degli anni settanta.

3.Vedi La Bussola, anno I, n. 2, pag 5, ed n. 3, pag. 6. L’Intervento di Giacomo B. Contri al link:  http://societaamicidelpensiero.it/wp-content/uploads/930603WEB_GBC3.pdf, riporta una data errata, è stato effettuato 11 giugno 1992.

4.Giacomo B. Contri, Il pensiero di natura, del maggio 1994, la seconda aprile 1998, la terza dicembre 2006, Sic edizioni, Milano

5.Si veda un Think!: http://societaamicidelpensiero.it/wp-content/uploads/110301TH_GBC3.pdf tanto per entrare in merito alla problematica.

6.Si veda al sito: http://societaamicidelpensiero.it/wp-content/uploads/Difensore.pdf

7.Si veda lo statuto della Società Amici del Pensiero Sigmund Freud redatto da Giacomo B. Contri nel 2010, Sic edizioni, Milano: http://societaamicidelpensiero.it/?s=statuto+SAP. Non ci  dovrebbero essere invece legami sociali di gruppo in entrambe le organizzazioni. 

8.Sigmund Freud, Analisi terminabile e interminabile, 1937, Bollati Boringhieri, Torino

 

 

 

 

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