LFLP

Laboratorio di Formazione e di Lettura Psicoanalitica

Intervento al seminario Agorà - Psicopatologia infantile-precoce-autismo del LFLP

 

20 maggio 2017

Roberto Bertin

AUTISMO foto

Oggi concludiamo qui in laboratorio, il primo anno di lavoro sul tema della psicopatologia infantile precoce detta più comunemente sindrome autistica, che ho voluto e potuto portare avanti attraverso incontri mensili con la signora B. Varelli che ringrazio e che grazie al suo aiuto ho potuto sviluppare e mi ha fatto venire in mente una serie di riflessioni che ora cercherò brevemente di proporvi.

1) La prima riflessione è quella che fa giuridicità e quindi regime dell’appuntamento circa il lavoro che abbiamo svolto: partiti nei nostri incontri da costituzioni di pensiero, che sembravano molto diverse e lontane (io da costrutti psicoanalitici relativi al pensiero di S.Freud letti nel "Pensiero di Natura" da G. Contri e dal lavoro nel nostro LFLP, la signora B. Varelli da costrutti di pensiero che potremmo chiamare comportamentisti) ci siamo ben presto resi conto, che lasciando cadere astratti presupposti di ostilità al pensiero uno dell'altra, era possibile evidenziare negli atti e nelle successive riflessioni pratiche alla sindrome autistica un risultato fruttuoso di pensiero comune di lettura e possibile interventodi lavoro. Quale lettura e quale lavoro spero si capirà man, mano nel corso di questa giornata. Un elemento lo aggiungo ancora su questo aspetto: se si lascia cadere ( come ripete sempre G.Contri e come sempre diciamo qui in LFLP) il presupposto ontologico astratto che inibisce il pensiero, è possibile poi passare ad atti e pensieri riassorbibili dal detto evangelico - L'albero si giudica dai frutti- non da presunta "Essenza/albero". Del resto lo stesso S. Freud ha più volte detto che se il termine "comportamentismo" non fosse stato già usato per definire altro, il suo lavoro psicoanalitico avrebbe potuto chiamarsi così.

2) La mia seconda riflessione (cerco di non farla troppo lunga) entra decisamente nel tema della psicopatologia infantile precoce, secondo la lettura che la psicoanalisi e il Pensiero di Natura possono darne circa la sua genesi: allora, diciamo molto semplicemente che tra il primo accadere psichico del soggetto bambino ( che nasce sano, capace di s-muoversi pulsionalmente) quello in cui l'articolazione binaria piacere/dispiacere assume la rappresentanza dello stato dell'organismo umano, che non è ancora ben differenziato, irrompe nella realtà di questo soggetto/bambino un principio di autorità, di comando impositivo a cui l'organismo infantile non può in alcun modo rispondere, principio impositivo capace di sospendere inibire totalmente nei casi più gravi, in parte in molti altri il principio di piacere del bambino, il suo moto, muoversi a soddisfazione nel reale. Che succede allora in questi soggetti? Che risulta impossibilitata la costituzione del secondo tempo dell'accadere psichico del soggetto, cioè la possibilità che l'articolazione piacere/dispiacere assuma la rappresentanza dell'azione del bambino. Abbiamo, per dirla un po' semplificata, una perdita più o meno grave del costituirsi dell'"Io del bambino" con il suo smuoversi eccitato nel reale verso partner e oggetti capaci di beneficio. L’irruzione di questo principio di comando, che azzera il movimento a soddisfazione del soggetto, avviene prima che il bambino stesso abbia potuto costituire linee difensive di tenuta del proprio io, come competente alla sua legge di moto.

3) Terzo punto della mia riflessione: tutti vi starete chiedendo chi è, chi sono, i portatori, gli agenti di questo principio d'autorità, di comando così inibente? Allora, io non sono qui per mandare al patibolo nessuno, però dall'osservazione delle relazioni e nei contesti relazionali dei soggetti bambini in cui si osserva lo sviluppo di questa sindrome è possibile riconoscere realtà di rapporti, che spesso coinvolgono più persone, dove non è difficile riscontrare negli adulti che si muovono intorno al bambino, incompetenza, disagio al costituirsi di un rapporto di allettamento con il bambino stesso. Non aggiungo altro, per ora, rimandandovi all'osservazioni diretta della signora B. Varelli sulle famiglie di questi bambini.

4) Quarto punto della mia riflessione, per concludere: prendo spunto dall'intervento di M.G. Pediconi al seminario del 22/01/2011 relativo al discorso “La perversione al bivio” che in questa quarta lezione aveva come tema la normalità. Nel suo intervento G. Pediconi affrontava il problema della ricchezza che è di in partenza in ogni bambino, indicando questa ricchezza come la capacità di pubblicare, di dire un primo giudizio di profitto sui suoi rapporti. Naturalmente, per il profitto ci vuole un partner competente, continua la Pediconi perché solo in questo modo si può costruire la sovranità di un soggetto, di un bambino. Sovranità significa: legge chiamata uomo di moto a meta per il profitto. Ordinamento del pensiero che permette di orientarsi in tutte le situazioni, se togliete il profitto c'è disorientamento in tutte le situazioni, e per questo pensiero/profitto servono due condizioni: il corpo e due partner. Nel bambino affetto da psicopatologia precoce infantile mancano tutte, completamente o in parte, le condizioni che M.G. Pediconi ha elencato.

 

    

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