LFLP

Laboratorio di Formazione e di Lettura Psicoanalitica

FESTA DI CHIUSURA DELLE ATTIVITÀ ANNO 2015-2016

Il Cortile del Pensiero 
Alle 15:30 incontro al Cortile del pensiero con:


Letture e presentazioni di lavori

“Racconti della luna meccanica” di D. Novelli

 

Poesie del “chi può” di R. Bertin

presenti gli autori


Concerto:TANGRAM - Live acustico

 

Presentazione attività 2016-2017

Buffet

 

   Le attività riprenderanno a settembre.

 

 

 

 

Lemma 4 - Eredità

Già il bimbo tratta il reale come possesso legittimo.

L'ereditò è un potere giuridico antecedente al consumo. L'eredità definisce l'amore in quanto "tu puoi", "fai tu", "nulla osta", può succedere attraverso un lavoro.

Il dono non è una eredità, ma è spesso una trappola.151 r1
Eredità è il pensiero della guarigione, ma si può anche dire: il pensiero quando è nella normalità essendo regolato da un moto che pone come sua legge un nulla osta nei confronti del beneficio ovvero eredità. 

La guarigione permette di accedere, oltre al pensiero del corpo, anche al pensiero del padre-fonte.

Lemma 3 - Morale

La supremazia della morale è sempre perversione.

Freud e Lacan l'hanno individuata come Super-Io, che sta alla base delle teorie presupposte.052 r1

La morale sessuale è l'errore dell'umanità, ossia la sessualità monosesso è il dramma delle civiltà.

La morale civile produce nevrosi.

L’influsso deleterio della civiltà prende piede per via della repressione della vita sessuale per mezzo di un certo impiego deviato del lavoro intellettuale: un uso non confacente al soggetto del suo pensiero, un pensiero distorto. Nella misura in cui la morale sessuale prescrive la riproduzione come scopo dell’incontro tra i sessi e la monogamia come unica forma legittima di relazione tra di essi, l’esperienza del piacere risulterà sbarrata: i maschi e le femmine si ritroveranno depauperati a vivere di sola illusione.

Il divieto produrrà «rifugio nella nevrosi»: sarà la malattia a proteggere la virtù.

Non ci sarà un vero e proprio guadagno di civiltà, poiché l’«astinenza forma codardi perbene che sprofondano nella grande massa».

L’ideale dell’astinenza installa nel pensiero l’idea di un obiettivo raggiungibile per via repressiva: il godimento sarà sostituito dal sacrificio.

Il sacrificio e l’obbedienza ci fanno tutti fratelli nella promessa utopica della felicità.

 

Tratto da "Rubrica di psicologia della vita quotidiana"- Giancarlo Gramaglia

Immagine O.E.G. 52

THINK!AMO(*) - Mercoledì 27 aprile 2016 - La morale

Mercoledì scorso ho evidenziato come Freud abbia introdotto il bivio sul concetto di morale. Possiamo avere la morale definita da principi o ideali che partono da concetti definiti a priori. Oppure la morale che individua un modo di trattamento.

Vediamo ancor meglio cosa vuol dire.

L’alternativa si può individuare solo a partire da Freud: principi versus atti. Solamente ciascun soggetto può riprendersi la propria morale dopo averla riconosciuta attraverso un lavoro di analisi personale.

Una frase di Lacan: “Freud ha fatto rientrare la psicologia nell’ambito della morale”.052 r1

Un esempio di alternativa morale: principi versus atti. Due pazienti arrivano puntuali alla seduta:

- il primo con fierezza afferma: “sono un tipo puntuale, se non arrivo in tempo vado in angoscia, e poi ci tengo a fare bella figura!”

- Il secondo dice: “sono proprio curioso di sentire cosa mi verrà in mente oggi in seduta!”.

La morale civile produce nevrosi.

L’influsso deleterio della civiltà prende piede per via della repressione della vita sessuale per mezzo di un certo impiego deviato del lavoro intellettuale: un uso non confacente al soggetto del suo pensiero, un pensiero distorto. Nella misura in cui la morale sessuale prescrive la riproduzione come scopo dell’incontro tra i sessi e la monogamia come unica forma legittima di relazione tra di essi, l’esperienza del piacere risulterà sbarrata: i maschi e le femmine si ritroveranno depauperati a vivere di sola illusione.

Il divieto produrrà «rifugio nella nevrosi»: sarà la malattia a proteggere la virtù.

Non ci sarà un vero e proprio guadagno di civiltà, poiché l’«astinenza forma codardi perbene che sprofondano nella grande massa».

L’ideale dell’astinenza installa nel pensiero l’idea di un obiettivo raggiungibile per via repressiva: il godimento sarà sostituito dal sacrificio.

Il sacrificio e l’obbedienza ci fanno tutti fratelli nella promessa utopica della felicità.

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