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Laboratorio di Formazione e di Lettura Psicoanalitica

Maurizio Forzoni: Dall'ideale alla relazione

Incontro del 20/12/2017 – ore 21:00 – a cura di Maurizio Forzoni, Difensore della salute e del pensiero, Consulente psicoanalitico, orientatore esistenziale e didattico            

                       

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“L’Ideale è senza scrupoli, anche nell’imporli. E’ per l’Ideale che si muore e si fa morire. La bizzarria è che esso vale meno di una rapa: non se ne spreme nulla. E’ improduttivo in quanto abolizione per principio del frutto” – Giacomo Contri

Vi ringrazio dell'opportunità di dedicare spazio e tempo a questo mio intervento che oggi si intitola “dall'Ideale alla relazione”. Ma potremmo anche scriverlo all'inverso. Ossia dalla relazione all'Ideale, il che equivale a dire (è lo stesso) dalla salute alla patologia. Pensare in questo modo, a mio avviso, significa pensarla bene. Ossia pensare che il bambino nasce sano, ovvero non pensa sé stesso come un ideale, o peggio “un animale malato”. Certo. Ci sono bambini che nascono anche con patologie neurobiologiche, o con patologie congenite, con handicap, ma anche in tali casi sfortunati, il destino di questi bambini può senz'altro essere diverso, in relazione a come siano trattati. Possiamo quindi dire che – se non si incontrano patologie congenite – il bambino e la bambina nascono sempre sani. E' importante ribadire, a mio avviso, questo pensiero, dal momento che – come constatiamo di sovente – nel sociale tale fatto è misconosciuto e negato. Il bambino e la bambina, non appena nati, sanno benissimo orientarsi. 

 

Le affezioni amorose: Libertà

Libertà è una parola che nelle affezioni amorose è sempre usata in astratta opposizione a "possesso". In realtà, indipendenza e libertà sono la maschera preferita dell' obiezione al rapporto. Ovvero, un modo per respingere l'offerta dell' altro/a. Si genera così una confusione: la libertà viene ridotta alla teoria del bastare a sé stessi e ad un narcisismo catatonico, dove non esistono più movimento e rapporto. Un patologico significato di libertà si ritrova anche in tutto il ribellismo del '900, dove la violenza del "noi" come "massa" ha sempre cercato di imporre una sanguinosa e violenta utopia di libertà. Nella cultura e nel sociale libertà non è che il fantasma psicotico di un Narciso, che il noi/massa rappresenta bene nella sua distruttività. La libertà del soggetto è invece tutt'altro: é vocazione all' appuntamento e alla partnership. È costruzione di rapporto.

Le affezioni amorose: Felicità

Felicità altra parola molto mal-trattata in amore. Ridotta a un ideale astratto e utopico. È una parola intraducibile in reali atti di beneficio tra soggetti ed è così diventata una categoria di pensiero, che impone ai soggetti un assoluto (assurdo) principio di comando: "Devi essere felice!" Tutte le ricette amorose che hanno provato a renderla vanamente possibile, l' hanno trasformata in una visione del mondo destinale, dove la legge individuale di moto a soddisfazione è realmente scomparsa. Dove, cioè, l'idea della soddisfazione individuale raggiunta attraverso un concreto rapporto con la realtà, non viene presa in considerazione. Rimane invece la patologica contraddizione felicità/infelicità, dove l'infelicità è il risultato di una mancanza. Occorre abbandonare la felicità per sostituirla con la soddistazione. Che non è un ideale dato per sempre, ma va cercata con lavoro, interazione, eccitamento ogni giorno. Il beneficio prodotto da questo lavoro non è astratta felicità, ma risultati quotidiani dove l' angoscia della perdita diventa assente, perché i partner fanno accadere realmente, ogni giorno, atti di reciproco piacere.

Nuovo programma seminario 2018

17 gennaio: La sottomissione ad un amore senza giudizio.
W. Shakespeare Otello
A cura di Tiziana Bonollo e Giancarlo Gramaglia

31 gennaio: “Innamorarsi uccide”.P. P. Pasolini Che cosa sono le nuvole?
A cura di Tiziana Bonollo e Giancarlo Gramaglia

14 febbraio: Parola di San Valentino.
A cura di Ernesto Rinaldi

28 febbraio: I volti dell’amore.
R. Barthes Frammenti di un discorso amorosocel20 sm2A cura di Valeria Massa

14 marzo: “Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni”.
Visione del film Frida
A cura di Flavia Giacometti

28 marzo: “Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni”.
Frida Kahlo
A cura di Flavia Giacometti

11 aprile: L'amore ideal assoluto.       
P. P. Pasolini Supplica a mia madre
A cura di Roberto Bertin

2 maggio: Mass media e pensiero amoroso.A cura di Maurizio Forzoni

16 maggio: Sfumature d’amore nell’arte.
A cura di Tiziana Bonollo ed Ernesto Rinaldi

30 maggio: Conclusioni.
A cura di Giancarlo Gramaglia

 

Jeff Koon
Hanging Hearts

Ultimo appuntamento dell'anno

Questo mercoledì 20 dicembre ultimo appuntamento al seminario Amore versus Innamoramento. Ci daremo appuntamento a gennaio con il nuovo programma.

 

27 settembre: introduzione al seminario 2017/18                        cel20 sm2
A cura di Giancarlo Gramaglia

11 ottobre: Il destino di un innamoramento.
W. Shakespeare Romeo e Giulietta.
A cura di Tiziana Bonollo.

25 ottobre: Solo per amore.
Giovanni Veronesi Per amore, solo per amore
A cura di Flavia Giacometti.

8 novembre: Solo per amore.
P. F. Campanile Per amore, solo per amore.
A cura di Flavia Giacometti.

22 novembre: Il colpo di fulmine.
C. Pavese Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
A cura di Roberto Bertin

6 dicembre: L’amore che strappa i capelli.
Indagine sulle canzoni che parlano d’amore.
A cura di Ernesto Rinaldi.

20 dicembre: Dall’ideale alla relazione.
A cura di Maurizio Forzoni.

Jeff Koons 
Hanging Heart

 

Le affezioni amorose: Anima

Anima parola dalle origini filosofiche molto antiche, che da Platone in poi ha usurpato l' io/corpo individuale come titolare delle questioni d' amore. Il pensiero platonico ha condotto ad innalzare l' anima a dominatrice assoluta del corpo, che viene così ridotto a strumento sottomesso all'anima e al suo servizio. Di qui si è sviluppata l' idea di anima come "Amore alto" e corpo come "Amore basso" e ben presto l'anima è diventata l'unica sede di sentimenti sublimi, gli unici a poter essere definiti come "Vero amore". Così, psicopatologicamente, l'anima ha preso il posto dell' io/corpo come competente alla legge del soggetto, riducendo il corpo a poco più che un incontrollabile oggetto istintuale. L'anima, invece, non è altro che una teoria astratto-ideale sede di povere e-mozioni e sentimentalismi romantico-mistici. L'anima è nulla e in quanto nulla non può produrre nessuna soddisfazione e nessun rapporto di beneficio reciproco (o partnership).

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