Dott. Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoanalista Psicoterapeuta - Torino

SAP: acronimo della Società Amici del Pensiero Sigmund Freud fondata da Giacomo B. Contri

Il fatto che esista SAP è una buona notizia perché è stata costituita una realtà sociale di lavoratori che coltivano il pensiero come si coltiva il proprio giardino mettendo a disposizione il frutto del lavoro. Ciascuno s’ammala se non può utilizzare il suo patrimonio, il tesoro più prezioso che possiede: il proprio pensiero.
Ciò dipende dal fatto che ogni cultura utilizza l’ingenuità del bambino per difendere astratti valori specifici.
La storia, sia del pensiero che dei fatti, ci fornisce con una evidenza sconcertante il racconto delle trappole e delle peregrinazioni dell’uomo alla ricerca di una difesa dalle espropriazioni dal pensiero stesso.
Giacomo Contri ci consegna un pensiero da lavorare: il pensiero di natura, nella prospettiva giuridica della Prima Costituzione, competente nel farsi privo di strutture rigide e fisse, di teorie, e capace d’individuare al meglio il proprio benessere a seconda di ciò che reputa conveniente nei rapporti da costruire con l’universo intero.
Il bambino che nasce sano può ammalarsi più o meno gravemente e restare malato per tutta la vita. Di conseguenza un pensiero malato può espropriarne uno sano e condurlo in uno stato di malattia.
E’ stato Sigmund Freud la prima persona che ci ha fornito chiavi di lettura per cogliere che ciascun uomo, ricapitolando in sé tutta la specie, sviluppa una caratteristica di pensiero propria del meglio che gli riesce nel tempo della sua civiltà.
Inoltre Freud è riuscito a trasmetterci che è solamente avendo cura del proprio pensiero che la persona può riconoscere aspetti di salute liberandosi dalla cecità narcisistica. Per compiere questa operazione - chiamata psicoanalisi - è necessario un lavoro con un’altro che l’abbia già fatto su di sé.
Il trattamento non ha le caratteristiche specifiche dell’intervento medico, ma assume le modalità di un costante impegno di competenza di pensiero sul pensiero del soggetto.
La SAP è la prima aggregazione sociale che rispetta l’accaduto non dell’essere stato, ma del sarà stato. Ciò significa che l’uomo non si fonda sui traguardi raggiunti, sui trofei conquistati, ma sulle competenze che è capace di mettere in atto in ogni momento, di volta in volta, qui ed ora per incontrare l’amicizia del pensiero nella cura del proprio giardino.

 

 dal sito SAP: http://www.giacomocontri.it 

sap

 

Dal Think di Giacomo B. Contri

 ANCORA SULLA SOCIETA’ AMICI DEL PENSIERO


Anni fa ho fondato la Società Amici del Pensiero (SAP).

Non è un gruppo né un’Associazione:

la san(t)a sede del suo Statuto è l’individuo, e allo stesso tempo è una società (non una comunità).

Solo il suo marchio è disponibile esclusivamente su concessione.

Capisco però che l’essere san(t)a sede accade soltanto l’ultimo dei giorni:

ma ultimo con giorni successivi, terra-terra, senza attendere né la resurrezione né la reincarnazione.

Così dicendo ho tradotto quello scritto che è noto come “Analisi terminabile e interminabile”.

 

SABATO DOMENICA 6-7 NOVEMBRE 2010 

in anno 154 post Freud amicum natum

La SAP e “Il Male”

di Giacomo B. Contri

So di avere avuto una bella pretesa, pur non essendo una pretesa ma un’ambizione … sfrenata:

quella (uso per un momento i vecchi termini freudiani) di sostituire
- nella realtà psichica ossia nel pensiero come realtà estesa come lo è la res extensa cartesiana al “fantasma” il pensiero logicamente sano (quasi nessun logico ammetterebbe questa coppia di termini), orto-dosso in proprio non per militanza di un’ortodossia prescritta: ossia l’ambizione di liberare il pensiero da una Teoria inconsistente in ogni senso, e perfino sciocca, ma occupante il pensiero come una forza d’occupazione, che fa da condizione di ogni … male.

Lo “scarrafòne” di cui vado parlando, oggetto a, è il topolino partorito dalla montagnola sterile della Teoria.

In questa, la più impotentemente potente è quella dell’amore presupposto, o “esigenza di amore” (“Lassù qualcuno mi ama”), da cui discende (logicamente) l’angoscia, e poi ogni male: quante volte ormai ho detto che la paroletta “inconscio” designa il pensiero come tale, la casa dell’io, quando l’io ne è fuggitivo sotto le bombe (dell’angoscia).

La Teoria da cui dipenderà il male è certo una cattiva idea, ma una cattiva idea viene primariamente come idea, non come cattiva: e infatti l’idea dell’omicidio, non perché lo pratico, mi rende morale non immorale: sto seguendo un filo di pensiero suggerito da Mariella Contri, che ha appena aggiunto che la perversione non è originaria, e che l’invidia è subalterna non “prima” come credeva Dante: non c’è Male presupposto o assoluto.

Ancora-ancora, potrei anche credere che esista il Diavolo come un Tizio che ne combina delle belle, o brutte, ma non a “Il Male” incarnato in un Tizio.

Ho già scritto che il Diavolo è solo il primo idiota (o demente in lessico kraepeliniano), che poi nella sua “inaccessibilità narcisistica” milita la demenza: nella tentazione nel deserto Gesù non fa che togliersi un sassolino dalle scarpe, mostrando al Diavolo quanto è cretino, o Narciso.

Il “Diavolo” ha come unico programma “intelligente” quello di rendere tutti cretini come lui,così che rien ne va plus: in molte coordinate politiche e culturali odierne sembra avere un successo incontrastato.

Freud descriveva l’“inaccessibilità narcisistica”, che è inaccessibilità alla verità - sì, proprio “verità” - dello schizofrenico, che si è venduto per meno di un piatto di lenticchie a un’Idea banale e pateticamente falsa: dico “meno” perché da bambino amavo tanto le lenticchie da capire quello sciocco di Esaù.

Nel male non c’è nulla di misterioso, non c’è “mistero del male”: se proprio devo lasciarmi andare, concedo la parola “mistero” per l’esistenza non causata del pensiero, foss’anche il peggiore, e del pensiero come corruttibile solo da una Teoria.

Ammetto però infelicemente che a volte, nella mia ambizione, mi sembra di non cavare un ragno dal buco (non sono il primo cui succede), salvo poi trovare incoraggiamento da amici (del pensiero, altri non ne voglio perché non esistono): incoraggiamento a parte, sono associato o associabile a amici del pensiero, fino a inventarne la Società.

 

Torna Indietro

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Giancarlo Gramaglia utilizza i cookies per consentirti la migliore navigazione. Il sito è impostato per consentire l`utilizzo di tutti i cookies. Se si continua a navigare, si accetta e si approva la nostra policy sull`impiego di cookies. Per saperne di più sulla nostra policy dei cookies