Dott. Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoanalista Psicoterapeuta - Torino

Chi sono

Sono giunto alla psicoanalisi incuriosito dai corsi dei professori Nicola Peluffo e Mario Francioni all’università di Magistero di Palazzo Nuovo a Torino, con un dottorato di ricerca sulla micropsicoananalisi di Silvio Fanti sul "Vuoto".
Dagli inizi degli anni settanta mi sono interessato alla vita di Sigmund Freud incuriosito dall’ambiente in cui è nata la psicoanalisi. Con gli studi sull’Austria di Sigmund Freud ho sviluppato ricerche[1] sulle tracce di Ernest Jones[2] e “contribuito” all’apertura del museo in Bergasse 19 a Vienna[3].
Dopo l’analisi personale con un allievo di Cesare Musatti, Giancarlo Baussano, ho frequentato a Parigi la “scuola” di Jacques Lacan.
A Torino nel 1980 ho aperto lo studio psicoanalitico ricevendo i primi pazienti e parallelamente ho cercato spazi di parola al discorso freudiano fondando il Laboratorio di Formazione e di Lettura Psicoanalitica (LFLP) che ha promosso e promuove attività anche all’estero collegandosi stabilmente alla Società Internazionale di Storia della Psicoanalisi (AIHP) con la quale ho collaborato per molti anni attraverso articoli e pubblicazioni.
Il mestiere di psicoanalista mi ha aiutato a cogliere l’importanza sociale della psicologia costituente il soggetto e non si tratta solamente di un titolo di studio acquisito[4].
La domanda alla quale ho cercato di rispondere lavorando al LFLP è cosa vuol dire essere psicoanalista, compito che ho sviluppo con i seminari annuali, nei quali si sono alternati psicoanalisti di diverse formazioni.
Gli anni novanta sono stati caratterizzati da un fermento d’iniziative tra psicoanalisti, psicoterapeuti e psicologi italiani: sono emerse posizioni diversificate e articolate rispetto alla psicoanalisi istituzionale[5].
Il risultato non univoco, non evidente al tempo d’allora, era ed è il lavoro di lettura e di capovolgimento che ogni cultura obbliga ciascun soggetto a fare perché egli possa giungere a pensare con Freud e con altri. Lo spiegava fin dal decennio precedente Giacomo B. Contri in un’articolo presentato al convegno di Spaziozero a Padova nel 1997 che ben riassumeva la formula: “psicoanalisi = Freud + divano”. Nel medesimo convegno indicavo con l’articolo “il bivio” quelle caratteristiche che occorrevano alla laicità del soggetto per rispettare la propria costituzione e non seguire pedestremente scelte politiche o sociali [6].
Con il nuovo secolo occorre valutare se si sono costruite le condizioni perché si possa aprire un panorama diverso per la psicoanalisi: Giacomo B. Contri attraverso il suo lavoro ha precisato in quale modo sta avvenendo la rivoluzione freudiana individuando la giuridicità del pensiero riconosciuto in quanto pensiero giuridico.
Di conseguenza lo Studium Cartello[7] organizza e promuove il Pensiero di natura esplicitando la legge nel moto universale dei corpi umani. Lo stesso pensiero diventa materia prima ulteriormente elaborabile, indicando nell’oggetto il punto nodale dell’impossibilità della pulsione di giungere a meta  e di conseguenza delle ragioni di ogni psicopatologia.
Con la bussola del pensiero di natura ho potuto rielaborare il percorso personale di ritrovamento dei miei parametri di riferimento che, nel 2002, mi hanno permesso di pubblicare il Catalogo delle opere di Ettore Gramaglia, Dialoghi tra padre e figlio
Nel 2006 con la pubblicazione della Rubrica di psicologia della vita quotidiana i concetti di padre e di eredità vengono assunti in un’accezione specificatamente psicologica dove la psicologia, logica del pensiero che governa tutto il corpo, prende la posizione che le spetta nella quotidianità di un mondo al bivio tra psicopatologia ed appuntamento: un lemmario mi è servito a cambiare passo.
Sempre con maggiore evidenza divento dunque consapevole che la salute va difesa attraverso il lavoro della ragione del soggetto e non aggredita dal versante della psicopatologia. Questo cambio di rotta ha i suoi punti cardini nella rilettura del complesso edipico dove il padre ha finalmente un’accezione positiva, e il pensiero del bambino non viene più costantemente trattato come infantile.

Concetti chiave e portanti che permettono la svolta del soggetto!

Solo così possono avvenire frutti significativi, finalmente il pensiero può essere considerato il vero potenziale umano ed il Pensiero di natura è la lettura portante degli interessi verso la libertà di psicologia che non è più una battaglia politica né un arroccamento di pochi eletti, ma è cogliere che il pensiero può restare anche malato per scelta, impossibilitato al proprio riconoscimento costituzionale.
Difendere la salute diventa una imprescindibile, quasi ovvia conseguenza di ogni mestiere che si occupi delle relazioni con le persone.
La psicoanalisi trova il suo posto nella cura del disordine e della confusione psicopatologica quale lavoro di riabilitazione e di restituzione al soggetto del benessere che gli è stato sottratto.
Dal 2010 sono socio SAP, impegnato con LFLP a promuovere lo statuto della società attraverso il legame sociale che non è più di gruppo, ma di rifacimento del linguaggio in quanto orientamento: anziché degli oggettivi quattro punti cardinali acquisiti dalla memoria di un sapere precostituito, dei cinque costituenti: Io penso, nord, sud, est, ovest.



[1] Giancarlo Gramaglia, L’Austria di Sigmund Freud, (dispensa), LFLP, Torino, 1974.

[2] Ernest Jones, Vita e Opere di Freud, 3 vol. Il Saggiatore, Milano, 1962.

[3] Nell’agosto del ’74, in Bergasse 19 con Harnald Leupold-Löwenthal, aprivo le casse appena giunte da Londra e toglievo la carta con cui erano avvolte le statuine della collezione d’arte antica di Freud.

“Dal piacere provato a volte fantastico di non essermi più lavato le mani per tutta quella settimana!”.

[4] Giancarlo Gramaglia, Discorsi/scritti di psicoanalisi. Sull’origine e fondamenti dell’ineguaglianza tra gli uomini, LFLP, Torino,1995.

Raccolta di scritti degli anni ‘80-’90 che cercano di dar conto sul come possa essere intesa un’idea di formazione.

[5] L’annuario del Laboratorio di Formazione e di Lettura Psicoanalitica , in 3 vol. dal 1980 al 2003, raccoglie queste attività in cartaceo, che verranno pubblicate sul sito: http://www.psicologo-gramaglia-torino.net/ con l’aggiunta degli ultimi dieci anni.

Dai Cartels de l’école de la Cause freudienne di Parigi, ai Seminari di Nizza e Monte-Carlo fino ai Seminari LFLP di Torino a cui hanno lavorato diversi psicoanalisti esteri: Elisabeth Geblesco, Gennie Lemoine, Michaelle Moreau Ricaud, Alain de Mijolla, sia psicoanalisti italiani.

[6] Il riferimento è al Convegno “Verità e sapere” tenuto a Padova il 16 nov. 1997, dove il manifesto così recitava: “Per praticare come psicoanalista bisogna ricordare che, di per sé, il sapere - pure così necessario - non produce verità, perché, riconducendo ogni nuova esperienza al già noto, impedisce alla verità soggettiva di emergere nelle sue giuste coordinate, sempre singolari ed irripetibili. Per questo i meccanismi di formazione universitaria non sono quelli con i quali ci si forma come psicoanalisti e tutti i tentativi d’omologare questo mestiere ad una professione come le altre sono destinati a fallire”.

[7] Dai “Cartelli” allo Studium per traghettare il pensiero freudiano con www.studiumcartello.it

 

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