Dott. Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoanalista Psicoterapeuta - Torino

Salò

Il potere nel rito, nel mito è ben più vasto del potere fascista repubblichino di Salò: quest’ultimo è uno dei tanti simboli del potere che Pasolini prende a prestito per evidenziare ogni forma di imposizione al soggetto.
Le cerimonie hanno inizio quando si sono conquistati gli adepti con le illusioni, gli inganni e le razzie.
Le centoventi giornate di Sodoma si svolgono a Salò, ma si potrebbero svolgere e ritrovare in qualsiasi momento della storia, dove il potere astratto, quindi cieco, prevale sul soggetto pensante annullando la personalità di ciascun uomo.

Il potere dissociato dall’uomo trasforma il soggetto in oggetto.

De Sade mette in bocca ai propri personaggi discorsi di esagerata logorrea con narrazioni di una programmatica astrattezza. Tanta esagerazione ha un fine preciso: ridurre l'azione romanzesca a rito, a emblema, a simbolo intangibile.
Il comando, l’ordine è la forza, la leva con cui il soggetto viene espropriato attraverso le regole imposte attraverso un linguaggio macchina della violenza. Ridere e divertirsi a comando, dove ogni tragedia diventa barzelletta e viceversa.
L’arte al servizio del potere. L’arte astratta per non dire nulla del soggetto uomo. Per negarlo e trascinarlo alla scissione. Pezzo di corpo bello, rifatto, senza rughe, come da copione. Specchi che riproducono oggetti all’infinito per raggiungere l’eterno, per non vedere mai, per non capire mai. L’estraniazione teatrale è l’arte per l’arte: che favorisce lo scollamento tra ciò che si è e ciò che si dice, tra ciò che si pensa e ciò che si fa.

Il linguaggio scisso dal soggetto funziona in un modo teorico, pervertendo. Il recitativo per il recitativo. La recita a memoria erudita è la chiacchiera del sapere. Diventato cibo di merda dove tutti lo mangiano. Parole come la merda, in bocca come nel culo, un pezzo di corpo al posto di un altro, il corpo frantumato per non costituire il soggetto. La riduzione del corpo a cosa: il corpo frammentato, il morceller di Lacan.

L’oggetto piccolo (a) è il non luogo, il non tempo, il non spazio impossibile da raggiungere per ciascuno soggetto. Meta di un improbabile sciamano, Dio di tutti gli Dei: irraggiungibile per funzionare, mai competente in alcunché, vuoto.

Kant con Sade è l’equivalente di Superos ( forze superiori del cielo) con Acheronte, Bene e Male: l’eterna lotta dell’ambivalenza affettiva, dove Lacan è stato maestro.

Il sesso come obbligo e bruttezza, diviso tra la Madre sacra Regina e Meretrice compiacente ad ogni nefandezza, macchina riproduttrice di automi, manichini dalle bocche rosa, fiori del Male come del Bene. Idioti come bambolotti, parlanti come non parlanti: là dove le parole non servono e solo i fatti contano.

Dai Carmina Burana di Orff a Son tanto triste, canzonetta degli anni quaranta e motivo conduttore del film:

Dal coro dei Carmina Burana: “O Fortuna - Coro 
O Fortuna, cambi di forma come la luna, sempre cresci o cali; la vita detestabile ora abbatte ora cura a turno le brame della mente, dissolve come ghiaccio miseria e potenza. Sorte possente e vana, mutevole ruota, maligna natura, vuota prosperità che sempre si dissolve, ombrosa e velata sovrasti me pure; ora al gioco del tuo capriccio io offro la schiena nuda. Le sorti di salute e di successo ora mi sono avverse, tormenti e privazioni sempre mi tormentano. In quest'ora senza indugio risuonino le vostre corde; a caso ella abbatte il forte, con me tutti piangete!

Puro e leggero il Sole tutto riscalda, si schiude al mondo il volto nuovo di Aprile, l'animo nobile si affretta all'amore, e il dio fanciullo impera sui sereni. Tanto rinnovarsi nella sacra primavera e la sua possanza ci comandano di godere; schiude le vie ben note, e nella tua primavera fedeltà e onestà vogliono che tu sia stretto a chi ami. Amami fedele, guarda la mia fedeltà integra di cuore e di tutta la mente. Sono a te presente anche se vivo lontano. Chi ama in tal modo, è straziato dalla ruota.

Il Nulla alla guida di una non guida, natura vacante come il destino: proprio quando un uomo non ri-prende in mano la propria storia: là dove il potere genitoriale gli aveva imposto espropriandolo, lì occorre correggere l’errore!

Pasolini conclude che si può anche cambiar canale, ritmo, vita se ciascuno scambia qualcosa con qualcun altro. Motivo conduttore di vita. Può iniziare un sentire comune.

Questo film va talmente al di là dei limiti, che ciò che dicono sempre di me dovranno poi esprimerlo in altri termini. È’ un nuovo scatto. Un nuovo regista. Pronto per un mondo moderno”, aveva detto Pasolini in una delle sue ultime interviste.

Pasolini, dà battaglia all'indifferenza, dà fastidio all'inquietante 'sdrammatizzazione' operata dal Potere.
La morte è nel non essere compresi, non è nel comunicare:
sta ad esergo al sito http://www.pasolini.net/cinema_salo.htm
Ieri sera al Laboratorio Pasolini ci ha comunicato, ma che cosa ha compreso ciascuno di noi?

 Psicologo Giancarlo Gramaglia

Torna Indietro 

 

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Giancarlo Gramaglia utilizza i cookies per consentirti la migliore navigazione. Il sito è impostato per consentire l`utilizzo di tutti i cookies. Se si continua a navigare, si accetta e si approva la nostra policy sull`impiego di cookies. Per saperne di più sulla nostra policy dei cookies