Dott. Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoanalista Psicoterapeuta - Torino

Il disagio nella/della civiltà

Certezza nel lavoro o kultura.

Ringrazio Maria Delia Contri che col suo testo principale ha aiutato il mio pensiero nel suo lavoro e mi ha messo in guardia da facili atti di fiducia nei confronti del traduttore: non conosco il tedesco e negli anni ho cercato di capire il pensiero di Freud certamente dai suoi scritti, ma anche confrontandomi e frequentando persone che hanno guadagnato la mia fiducia nella competenza psicoanalitica.

Il suo articolo, inoltre, fa luce su come sia leggibile sistematicamente l’inganno, la frode alla Costituzione del soggetto della storia.

Proprio a partire dal momento che viene tradotto: Il disagio della civiltà di Sigmund Freud, già in quel “di” c’è violenza ed inganno, cioè sottrazione di pensiero. Mi chiedo quanto ci sia dell’autentico pensiero freudiano nella traduzione italiana oltre la facile battuta traduttore traditore.

In der

Freud scrive nell’estate del 1929 Das Unbehagen in der Kultur, il disagio nella civiltà. 
Sul finire degli anni settanta Cesare Musatti ritiene che la proposizione “nella”fornisca una traduzione “poco chiara” di in der, e decide di tradurre con “della”, così Il disagio nella civiltà diventa Il disagio della civiltà.
Un complemento di luogo “nella” diventa un complemento di specificazione “della”, per cui il disagio viene ad essere una proprietà della civiltà, dove il collegamento tra civiltà e disagio è diretto, e non, come sostiene Freud, un possibile problema sociale a seconda che gli individui che compongono la società riconoscano o meno certi fatti di pensiero a loro accaduti.
Con l’utilizzo del nella è l’individuoil possibile artefice della costruzione sociale, come Freud cerca di far capire.
Con della diventa l’apparato sociale a contrapporsi all’individuo, che attraverso le relazioni con altri individui assumerebbe il ruolo di promotore di civiltà.

Tra “nella” e “della” viene a spostarsi la posizione del Chi sia il soggetto nel sistema sociale.

Per pezze e toppe  2

Mi pare che il pensiero filosofico abbia inglobato un certo parlar comune del disagio della civiltà facendone una bandiera della rinuncia alle soddisfazioni personali a vantaggio di una maggiore crescita del sistema sociale.

Freud aveva scritto il contrario, e nel suo testo usa diverse volte l’espressione “società incivilita”3per descrivere una società che rinuncia al capitale del soggetto, oppure dice che “la libertà individuale non è un frutto della civiltà”. 4

Un conto è un modo di pensare che però continua sistematicamente a perpetuarsi, un conto è il pensiero di Freud: a me interessa questa seconda opinione e vorrei conoscerla quale è stata pensata, e non mediata o modificata da un astratto idem pensiero collettivo non meglio precisato.

Cesare Musatti nel ’78 ha ritenuto che la prima traduzione fosse “poco chiara”, non rinunciando ad attribuire a Freud un pensiero “fondamentalmente pessimista”  .

Sicuramente a Musatti dobbiamo gratitudine per l’importante lavoro che ha svolto nel consegnarci le opere complete di Freud, ma non possiamo ritenere la sua traduzione esaustiva  .
Mi pare che il pensiero di Musatti, e non solo il suo, abbia lavorato per pezze e toppe e mi chiedo quanti altri adattamenti ed incomprensioni ci siano nelle ventimila pagine delle OSF e delle lettere.
Questo procedere per pezze e toppe oggi sappiamo che produce inciviltà. È il prodotto di “violenza ed inganno”7 e la chiamerò Kultura  8.

La corruzione del pensiero individuale per mezzo della Kultura è sistematica e costante.

Ogni impianto kulturale al lavoro promette molto e mantiene poco 9, ben messo in evidenza da M.D. Contri nell’articolo, per sviluppare freni all’autonomia del pensiero, tentando sempre arrangiamenti a pezze e toppe.

La Kultura promuove ed organizza un lavoro di smantellamento sistematico e onnipervasivo del pensiero del soggetto come pensiero competente per sostituirvi il pensiero di un inesistente modello di “corpo sociale” orientato non al lavoro di conoscenza e scambio del pensiero, ma ad una condivisione emozionata/emozionale di ideali ontologico-utopici.
Prevale sempre il “tu non sai, facciamo noi saputi” nel tentativo ingannevole e ingannante di promuovere il pensiero astratto eretto a modello.

Dal 5° Simposio  SAP 10

Nello scritto del disagio nella civiltà, per non dire di ogni lavoro freudiano grazie alla rilettura col pensiero di natura 11, emerge con chiarezza che è solamente il pensiero che può riappropriarsi del pensiero, correggerlo, trarne vantaggio, modificarsi, non c’è altra fonte: anche se fioca la voce non si dà pace fino a che non ottiene udienza.

Il quinto Simposio SAP Il laico s’interroga a che punto siamo.

Siamo al punto chele porte dell’inferno non prevarranno, né la civiltà della malizia e della  ferocia avranno successo se saremo capaci di far sentire la voce dell’intelletto, che appunto, benché fioca, non si darà pace fino a quando non verrà riconosciuta: che è la certezza che Freud ha consegnato ne L’avvenire di un’illusione al lavoro di Chi ha potuto e potrà intendere passo dopo passo.  

Violenza ed inganno, pur in buona fede, non è probabile che si siano insinuate anche nei traduttori italiani delle OSF?  Questa è la domanda che pongo a Giacomo B. Contri, del quale mi interesserebbe conoscere il parere anche in quanto traduttore delle OSF.

Di Chi mi posso fidare?

In ogni luogo il pensiero avrebbe occasione di riappropriarsi del proprio se soltanto riuscisse a riconoscersi secondo i criteri messi in luce da Freud e dal pensiero di natura: invece la Kultura opera per farne perdere le tracce.
Come operare perché ciascuno possa iniziare a leggere ripescando dal proprio Colto della Costituzione personale e non permettere più di essere trascinato verso  modelli precostituiti di uomo superiore, come nei secoli scorsi la Kultura e la civiltà hanno sempre operato?
Tutto il lavoro di Freud è consistito nel cercare di evidenziare le fonti di disagio per orientare i singoli individui a stare meglio e di conseguenza a migliorare la civiltà.

Questo pensiero Colto che produce cultura attraverso un lavoro di riconoscimento è il frutto operato dal pensiero di natura a cui ogni analisi terminabile o interminabile tende.

Chi sono le volpi ingannatrici che gettano l’osso al di là del pensiero?
Anche nell’occasione della traduzione in ebook è stata rieditata la truffa bimillenaria in tutta la sua pochezza 12.
C’è un lavoro di fissazione del pensiero perverso del soggetto per bloccarlo all’interno dei paradigmi sempre di nuove deità di riferimento per la salvezza dell’uomo 13.

Mi posso fidare del mio pensiero solo se so distinguere nell’universo il discorso che mi ritorna nella sua onestà da quello furbo 14.

Come parlare di Freud?

Rileggo Il disagio della civiltà e nonposso fare a meno di notare che è il principio di piacere che stabilisce lo scopo dell’esistenza umana. Freud ritiene che fin dall’inizio della vita non vi possa essere alcun dubbio sulla sua efficacia, pur riconoscendo che tale programma è in conflitto con il mondo intero.

Mentre il soggetto vive l’inadeguatezza del suo non riconoscimento della propria costituzione individuale, quella stessa costituzione è stravolta fissata e pervertita dai paradigmi scientifici oggettivi del post-moderno.

Individuare in ogni modo ostacoli, bavagli all’autonomia del pensiero, è l’obiettivo mai dichiarato del governo, sistematicamente attrezzato, e, come dice M.D. Contri, è istruttivo vedere come sia nel campo che si autopromuove come laico, che nel religioso vengano sempre cercate nella realtà o nella natura freni all’autonomia del pensiero.

Anche banalmente è sufficiente guardare a quanta offerta ci sia dagli psicofarmaci alle droghe, dagli svaghi da sballo agli inebrianti tutto in funzione del non pensare fino a giungere ai più sofisticati accorgimenti kulturali.

Come parlare di Freud in palude, dove condivisione emotiva e partecipazione producono un rallentamento costante, mentre astratte promesse sono costantemente evaporate nel al di là di fatue attuazioni?

Lemmi trattati

Kultura, Cultura, Colto, Giacomo B. Contri, Cesare Musatti, Disagio nella civiltà, Fiducia, Inganno, Violenza,  Traduzione, OSF, Civiltà, Autonomia del pensiero, Costituzione individuale, Pensiero di natura, Chi.

Psicologo Giancarlo Gramaglia

1Musatti lo scrive nella sua introduzione al decimo volume: OSF, vol.10, Introduzione, p.XVIII .

2 Il capitolo riprende una felice espressione usata nel Laboratorio Filosofico Freudiano a cura di Verenna Ferrarini, dove ben illustra la dannosa riduzione della filosofia a sistema contrapponendola alla Metapsicologia freudiana. 

Caratteristica modalità del procedere del pensiero filosofico a sistemare l’universo nell’infruttuosa ripetizione di rammendi. I versi sono di Heinrich Heine: “Con le sue pezze e le sue toppe tura le lacune nella struttura dell’universo: <www.studiumcartello.it/it/Laboratorio_Filosofico_Freudiano.aspx

3 S. Freud,  Il disagio della civiltà, 1929, OSF, vol. 10, p. 594.

4 Ivi, p. 586.

5 Ivi,  Introduzione, p.XIX.

6  Non si tratta di fare il processo a Musatti, che per quanto mi riguarda mi ha condotto fino al punto di poter afferrare meglio il mio pensiero e di capitalizzare un tesoro: il mio, per trasmetterlo a Chi saprà farne del proprio.

7  M.D. Contri, una “lunga promessa con l’attender corto” L’inganno al di là del pensiero.

8 [evidenziazioni dell’autore].

9 È un’altro modo di dire la “lunga promessa con l’attender corto”.

10  Ricavo dal depliant di presentazione del 5° Simposio a cura di Giacomo B. Contri e Maria Delia Contri.

11 G.B. Contri, Il Pensiero di natura. Dalla psicoanalisi al pensiero giuridico, Sic edizioni, Milano 2006.

12 Si veda al sito dell’autore l’articolo Le Opere di Sigmund Freud in e-book.

13 [evidenziazioni dell’autore].

14 G. B. Contri, Non commettere atti impuri, non volpinare,... in “Think!”, 9 maggio 2013, <www.giacomocontri.it>.

 

 

 

Torna Indietro 

 

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Giancarlo Gramaglia utilizza i cookies per consentirti la migliore navigazione. Il sito è impostato per consentire l`utilizzo di tutti i cookies. Se si continua a navigare, si accetta e si approva la nostra policy sull`impiego di cookies. Per saperne di più sulla nostra policy dei cookies