Dott. Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoanalista Psicoterapeuta - Torino

Intervento di Giancarlo Gramaglia al 3° Simposio SAP Sigmund Freud del 23 feb. 2013

Il mio intervento è composto di due aspetti: mi fa piacere fare una dichiarazione di riconoscenza, e poi un esempio di disarcionamento dell’intelletto  in una mostra a Torino.
La dichiarazione di riconoscenza pubblica a Giacomo B. Contri ed allo Studium Cartello perché attraverso il loro lavoro hanno permesso che il pensiero di Freud si posizionasse su terreni molto più sicuri di quelli di trent’anni fa: allora in Italia il pensiero psicoanalitico mi pareva molto più in difficoltà nella sua affermazione che non oggi.

Da dove traggo questa considerazione?

La ricavo dal fatto personale che da più di trent’anni esercito e lavoro come psicoanalista nel mio studio, e da quando pratico il Pensiero di natura la mia azienda ha tratto maggiori ingressi economici.
Sono qui perché né colgo dei vantaggi al/per il mio pensiero.
Da anni a Torino lavoro al Laboratorio di Formazione e di Lettura Psicoanalitica (LFLP), dove con altri, che si sono col tempo avvicendati, ho cercato di far passare nel sociale ciò che l’individuo non ha ancora colto di sé: errore! è lo stesso errore che aveva già commesso Freud con la sua “banda” nel fare formazione.

Solamente qui in SAP ho colto che il corpo sociale non esiste, e che è dunque necessario ricondurre sempre tutto al singolo: nel senso di porre la consapevolezza della propria costituzione nella modalità più evidente al singolo.
Consapevolezza che è propria di ciascuno nei tempi e nei modi.

L’enorme validità degli articoli della Costituzione individuale della Cattedra del Pensiero faranno voltare pagina alla storia della psicoanalisi, e tutto ciò in lingua italiana: per me tutto ciò è una fondamentale motivazione.
Per questo sono grato a Giacomo B Contri ed a ciascuno dello Studium Cartello  altrimenti non ci sarebbe SAP.
Qui in SAP stiamo iniziando a lavorare alla salvaguardia dell’intelletto, ad anche stamattina ne ho colto qualche importante frammento. Grazie ai lavori preparatori di alcuni soci ho anche letto udito e riconosciuto dei passi di coloro che in modalità diverse hanno lavorato nel passato al disarcionamento dell’intelletto nella cultura occidentale.

Vorrei sottoporre alla vostra attenzione un lavoro enorme in atto oggi sulla falsa riga dei disarcionatori del passato: i continuatori dei disarcionatori oggi non hanno nemmeno più un nome: Platone, Kant, ecc, e non sono nemmeno più circoscrivibili in singole favole o miti.

Segnalo una mostra che in questo momento a Torino é allestita nel tempio olimpico dello sport, dalle strutture definite all’avanguardia, un fatto enorme dal punto di vista dei mass media; la mostra si chiama The Human Body Exhibition, riporto da catalogo:
“fornisce una visione tridimensionale degli apparati del vero corpo umano, (200 esemplari) dalla pelle alle ossa, dalla testa alle dita dei piedi, con l’obiettivo di aiutarci ad essere più consapevoli in tema di salute e stile di vita. 

the human body exhibition torinoLa mostra, che è stata esposta in molte città europee ed americane ha avuto sinora  18 milioni di visitatori paganti, propone lezioni su: salute, medicina e benessere per i professionisti e i profani.  Di fronte agli eccessi della vita moderna, la mostra ha anche lo scopo di infondere nei visitatori la volontà di essere più rispettosi ed attenti a quanto di più prezioso possiedono: il proprio corpo.Tutti saranno stupiti da questo miracolo che chiamiamo Corpo Umano.La mostra esibendo corpi veri fa vedere che cos’è la salute: ecco finalmente la salute in mostra! E tutti possono  vedere che ogni tabù viene svelato.Erezione del monumento al corpo nella sua magnificenza statuale”

Erezione direi dell’imbecille fatto a monumento: non c’è un solo accenno alla consapevolezza che l’uomo ha un pensiero proprio.
Perentoriamente nel senso chiaro e diretto il pensiero lo mettiamo Noi che sappiamo: voi per star bene dovete semplicemente pensare come vi insegniamo noi!

Questi corpi potrebbero appartenere a qualunque tipo di animale e sarebbe esattamente lo stesso: esiste un corpo e poi c’è uno spirito, corpo/spirito.
Con l'annullamento della fonte umana della legge, ignorando la Costituzione del soggetto pensante e parlante, annullando l'uomo nella sua legge unitaria pulsionale del suo moto con un altro, si erige il monumento nell'esempio che descrivo, in questo caso, sportivo: l’oggetto corpo con il predicato umano.

L’ambiente le luci l’allestimento e le scenografie teatrali, tra Kubrick e Calderón de la Barca, trapelano barocco nella sua staticità plasticante: è talmente vero che sembra tutto finto, la verità esibita nella ità: statu-ità, ver-ità, anche ingenu-ità, fino alla sublimità.
Siamo all’osanna dell’ità a partire dalla sessual-ità per rappresentare il dramma della civiltà.

the human body exhibition torinoHo scelto di denunciare queste modalità del mettere in mostra per due motivi fondamentali:

-il primo, in SAP è molto evidente, è l’annullamento del terzo livello: dopo il corpo anatomico ed il corpo funzionale, non c’è il corpo umano, non c’è pensiero, se non c’è il terzo livello.
Quel terzo livello dell’Io-corpo che Contri ci ha insegnato fin dal Simposio in Grecia nel ’97;

-il secondo motivo della mia scelta è quello di denunciare la questione del passare in mostra come esibizione artistica qualcosa che è sistema e non unicità.
Come se un sistema potesse diventare soggetto e fare dell’arte.

L’idea di un corpo ideale meraviglioso e perfetto eretto a modello di tutti i corpi in cui ci si può identificare è un’idea pericolosissima: operazione che sembra confondersi e contrabbandarsi come arte per tutti, perché tutti hanno un corpo, e quindi tutti si possono identificare.

Invece no, l’arte è il prodotto di un lavoro di pensiero di ciascun unico Io-corpo che esprime all’universo il proprio pensiero fatto, esibito.
Non c’è partenza da un unico corpo ideale per arrivare a ciascuno.
Tale partenza è un falso che induce e produce costantemente rimozione: “non ci indurre in rimozione”.
Il risultato è che ci ritroviamo dinanzi a dei corp morcelé, come diceva Lacan, e non al Körper-Ich freudiano.

Vorrei ritornare su queste questioni attuali, anche con la visita che oggi pomeriggio farò alla Triennale di Milano con la mostra Benzine.

audio G.G. 23 febbraio

Psicologo Giancarlo Gramaglia

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