Dott. Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoanalista Psicoterapeuta - Torino

Il corpo

Il corpo dell’uomo si pone ad un terzo livello.
Ad un primo livello il nostro corpo può essere equiparato ad una massa inorganica composta di materiale di diverse tipologie chimico-fisiche paragonabili a diverse materie che conosciamo nelle sostanze inanimate (acqua, calcio, ecc...). Il corpo anatomico della medicina è costituito con questi criteri.

OEG n. 178 Uomo?Ad un secondo livello il corpo può essere equiparato ad un organismo mobile organizzato attraverso un sistema nervoso in grado di muoversi a seconda delle direttive ricevute: funzionale a situazioni le più diversificate.

Possiamo dire che i primi due stadi anatomico ed organico sono confacenti ad un sistema che chiamiamo naturale o fisico e rientrano in un ordine scientifico di classificazioni sistematiche adeguato a seconda delle diverse discipline che prendono in esame il corpo.

Al terzo livello il nostro corpo è meta-fisico, dove il prefisso meta indica un di più del contingente, una generalità che si apre sul possibile. Questo di più, questo oltre, è il pensiero che si pone come organizzatore e costituente il soggetto pensante. C’è discontinuità con i primi due livelli: il corpo in quanto produttore di pensiero è un tutt’uno con il corpo in ogni particolarità di ciascun livello, inscindibile, ma al di là costituente una unità.  E’ controproducente e fuorviante, perciò non produttivo, ritenere che il secondo livello si suddivida in un essere materiale e spirituale: nel senso che fissa l’uomo ad un essere in sé: immobile, statico e malato, privato di quel bambino colto che è fondamentale per ciascuno incontrare o meglio riconoscere. Riconoscimento che può avvenire solamente attraverso la presa in carico della propria norma soggettiva.

Questa tripartizione a mio avviso si adatta ad una visione molto riduttiva che oggi la cultura propone al sociale dell’uomo, ma la tripartizione non c’è perché l’uomo è un tutt’uno unitario: ciascuno è costituito e costituente a partire dal proprio pensiero che si va facendo con l’universo nelle possibili relazioni. Meglio: a partire dalla civiltà l’uomo è solamente un colonizzato e mai un colonizzatore, se non a brevi periodi storici. E’ solamente a partire dal soggetto che le situazioni civili possono cambiare.

Psicologo Giancarlo Gramaglia

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