Dott. Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoanalista Psicoterapeuta - Torino

Seminario 2012/2013 - L'incontro

logo cortile del pensieroSulla scia del Simposio in Grecia tenuto da Giacomo B. Contri del ’97 e dei lavori che Giancarlo Gramaglia con l’LFLP ha sviluppato nel testo Ricchezze paterne di amanti, il Seminario 2012/13 si articolerà sul tema dell’Incontro.

bambino dal cappello gialloCosa vuol dire incontro?

Incontro con il proprio pensiero di natura, incontro con la possibilità di imparare dal bambino dal cappello giallo.
Ha significato la parola incontro quando c’è soddisfazione del corpo, quando c’è un appuntamento.
L’incontro può solamente avvenire -quando avviene- con il soggetto.


Così come l’incontro con un ospite è trattarlo bene disponendo per la soddisfazione di entrambi, l’incontro con il proprio pensiero di natura è una festa che mette in gioco tutto lo star bene della salute del corpo.
Questa dimensione dell’incontro è sostenuta ed articolata dalla acquisizione della competenza del primo diritto che è fondata sul significato del concetto di padre. Esiste un primo diritto giuridico, economico, positivo da porre.
Il libro Ricchezze paterne di amanti evidenzia il regime dell’appuntamento e ci farà da guida nell’attingere spunti di interrogazione proprio su quel concetto di padre che veicola e polarizza il colto prima della cultura, aiutando il soggetto a riconoscere ed a fondare la propria norma.La patologia viceversa non viene all’appuntamento, e nelle sue diverse forme non incontra mai il pensiero sano del soggetto.  A riprendere la definizione d’isteria di Contri aspettami, io non vengo ovvero s-vengo, che Brouillet aveva immortalato nella famosa lezione alla Salpetrière, vediamo che obbedisce ad un’altra legge, a quella del compromesso, cioè il pensiero non è più quello del bambino dal cappello giallo, ma ha dovuto sottostare a difese e rimaneggiamenti tali da insoddisfarsi. Le diverse patologie sono diverse forme di svenimento dall’appuntamento, ed in questo senso sono anche mancati appuntamenti sociali, cioè occasioni perdute dove il diritto secondario cerca di porre qualche rimedio.

Charcot isteriaPer esempio punendo l’omicidio il diritto rende obbligatoria la condizione generica della possibilità dell’appuntamento, lavorando per disporre tale possibilità per tutti, cioè renderla universale, dato che con i morti non ci può essere appuntamento.

Altri potrebbero essere gli esempi per dire che il sociale è un coacervo di non rapporti: dalle aule del tribunale alle aule scolastiche, dalle sale di attesa di ospedali ambulatori servizi sociali ecc: non c’è incontro, e il disagio della civiltà cresce perché il diritto secondario deve in qualche modo supplire, per garantire un minimo di diritti alla classe dominante, procedendo ad un completo o parziale annullamento del diritto primario.

Altri esempi dalla letteratura al cinema all’arte possono esserci di aiuto per capire come e dove è possibile intervenire per aprire un varco nella cultura prima che annienti il colto dal cappello giallo.
Domande come quale famiglia? quale scuola? quale educazione? ci sembrano appropriate per far fronte al dilagare dell’asservimento alla cultura di massa.
Le diverse patologie sono diverse forme di svenimento dall’appuntamento, ed in questo senso sono anche mancati appuntamenti sociali, cioè occasioni perdute dove il diritto secondario cerca di porre qualche rimedio.

Per esempio punendo l’omicidio il diritto rende obbligatoria la condizione generica della possibilità dell’appuntamento, lavorando per disporre tale possibilità per tutti, cioè renderla universale, dato che con i morti non ci può essere appuntamento.
Non è sufficiente definire gruppi psicoanalitici Associazioni per nominare psicoanalisti prima del riconoscimento del pensiero individuale: è come non capire che è la cultura che provoca il disagio al soggetto. Quel disagio che viene rinnegato col significante psicoanalisi e che non permette a ciascuno di riconoscere e produrre la propria norma soggettiva perché bloccata dall’appartenenza alla medesima ignoranza.

L’ignoranza che ha anche dato la morte a Janusz Korczak, il re dei bambini.

Psicologo Giancarlo Gramaglia

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