Dott. Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoanalista Psicoterapeuta - Torino

Ma-donna con bambino

Ma-donna con bambino

Riferirò alcuni frammenti di memoria dei miei primi quattro-cinque anni, anche attorno ai problemi "acqua-canali"; occorre tener conto che abitavo in una fabbrica, ed anche i miei genitori avevano abitato in fabbriche, e che per loro era importante che mi rendessi conto dei pericoli collegati all'acqua-canali.

"Giancarlo fai attenzione ai canali! chi cade dentro ai canali muore annegato nell'acqua". "Dall'acqua devi ripararti: non prendere il pallone quando ti cade nell'acqua, diglielo a qualcuno che te lo prenda alla griglia. Riparati dalla pioggia: chi si bagna muore!" "Chi cade dentro l'acqua muore!".

"Avevo visto un cane morto, che prima era vivo: perché era ancora bagnato, e non si muoveva più!"

Sapevo che: “La Madonna” era la madre di Gesù bambino. Mia madre parlava spesso alla Madonna: andavamo in chiesa a trovarla, mi diceva di raccomandarmi a lei per essere buono, chiedevamo le grazie, mi diceva che Gesù era tanto un bravo bambino, e mi faceva vedere le cure che lei aveva per lui: le dava da mangiare, come nei quadri che faceva mio papà.

A volte, se ero buono assomigliavo a Gesù, e la mia mamma aveva per me le cure come la madonna per Gesù, e io dovevo mandarle dei baci”.

In un paesino piemontese dove ero in villeggiatura estiva con i famigliari, parenti e conoscenti la Madonna veniva portata in processione il 15 agosto lungo tutto il paese. Quell’anno (avrò avuto quattro-cinque anni) durante la processione sopraggiunse un violento temporale proprio in prossimità della casa dove soggiornavamo: luogo grande con ampi ripari. I paesani tutti accorsero a ripararsi: suore, preti, chierichetti, fedeli, conoscenti e non. Solamente la statua della Madonna in portantina restò fuori dal portone, in piazzetta a prendersi tutta la pioggia: l’unica a bagnarsi!

Ero indignato, urlavo, “la Madonna muore!”, ma la gente non mi dava retta, anzi sorrideva!

Strepitavo e battevo i piedi. Correvo dal parroco, piangevo arrabbiato: “La Madonna muore!” -dicevo- “non potete lasciare lì, la Madonna!”. “Non si lascia la Madonna lì, così sotto la pioggia, mettetela dentro!”, ma ottenevo solamente della consolazione e della compassione con carezze.

Un prete tenta di spiegarmi che la Madonna non può morire: lo interrompo e lo assicuro che morirà, lui non capisce: ho visto il cane fermo e freddo pochi giorni fa! “lo ha detto anche mia madre che era morto!”

Sei mesi dopo, a Natale, ero sveglio a far la posta a Babbo Natale che mi avrebbe portato i regali, ed ho scoperto la zia che di tutta fretta, e di nascosto, trasportava i pacchi regalo.

Nell’estate successiva dimostravo alla mia amica Vanna che i bambini non venivano portati dalla cicogna, ma arrivavano con il fapipì nella pancia delle donne: volevamo provare, solo che non riuscivo a capire come fare, non mi riusciva, e nemmeno Vanna era capace.

Chi si bagna muore!

Allora ne abbiamo parlato con Luciana che era una nostra amica grande: lei era capace, ha detto che ce l’avrebbe fatto vedere, ma bisognava che fossimo andati in garage di nascosto per non farsi vedere dai grandi.

C’è questa faccenda del nascosto che non è ancora chiara nemmeno adesso.

Chi si bagna muore!

Psicologo Giancarlo Gramaglia

Torna Indietro

 

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Giancarlo Gramaglia utilizza i cookies per consentirti la migliore navigazione. Il sito è impostato per consentire l`utilizzo di tutti i cookies. Se si continua a navigare, si accetta e si approva la nostra policy sull`impiego di cookies. Per saperne di più sulla nostra policy dei cookies