Dott. Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoanalista Psicoterapeuta - Torino

La rivoluzione freudiana

La rivoluzione freudiana consiste nel far presente a ciascun soggetto che ha la possibilità di essere presente a se stesso, che può essere soddisfatto, se attento a non farsi coinvolgere in credenze o teorie semplicistiche di natura istintuale o animale. 
L’uomo non è un animal grazioso e benigno!
La specificità umana, c’insegna Freud, è il pensiero, che gli è proprio e non deve riconoscere nulla a nessuno, non avendo alcun superiore. Può solamente essere invidioso ed incapace d’instaurare relazioni soddisfacenti. 
Cioè è l’uomo che ha la capacità d’istituire relazioni ed ordinamenti tali da elaborare azioni utili a produrre frutti e vantaggi nel lavoro di governo della propria esistenza. Ed è proprio Freud che ci aiuta a distinguere il pensiero sano da quello sofferente quando ci indica come il Super-io può giungere a spingere l’Io verso la morte in quanto traguardo di vita1.  
Che la meta di tutto ciò che è vivo sia la morte resta una delle tante osservazioni banali che si possono fare. Ma che il pensiero sia vivo e vegeto, anche quando il corpo organico è terra, basta osservarlo in Freud, come in Copernico, o in Darwin, come nel pensiero lasciato attraverso uno scritto da una nonna ad una nipotina.  
Insomma il pensiero non muore con il corpo e questa è una specificità umana che è riscontrabile non solamente in soggetti quali Platone o Aristotele od altri, ma anche in molti testi sacri dove i pensieri umani vengono trasmessi per via orale o scritta. 
E’ solamente con l’appropriamento della rivoluzione freudiana, cioè capire il valore d’una psicoanalisi, che è possibile cogliere l’importanza della rivoluzione copernicana e darwiniana, perché solo con il pensiero sano è possibile valutare le correzioni da apportare al pensiero nelle enormi difficoltà che ha subìto e che il bambino, a suo tempo, ha dovuto rimuovere.
Perché è così difficile cogliere la portata della rivoluzione freudiana tanto da non capire più dove stanno ragione e verità?

Qual’è il criterio che permette di giudicare e di orientarsi?

Per intanto occorre parlare di soggetto, capire che ciascuno ha una sua verità e non confondere le verità scientifiche astrologiche e biologiche, le quali hanno a che fare con forze motrici causali naturali, con le verità scientifiche psicologiche che hanno invece a che fare con moti di eccitamento e di soddisfazione, cioè di un andare a meta nel piacere con il principio di realtà, laddove è falso che ci sia antitesi tra piacere e realtà.
Basti pensare che un tempo andare sulla Luna era impossibile, come in futuro l’uomo potrebbe vivere su Marte.
La rivoluzione freudiana trova anche dei lontani riscontri. Se è vero che Freud ci lascia liberi di scegliere davanti all’odio, alle distruzioni, alle guerre, questa stessa libertà è posta già da millenni dalla Torà, libro che non è sufficiente conoscere per essere dotti fedeli ebrei, come per esempio la Bibbia comanderebbe attraverso i sacerdoti che ne sono custodi accademici, ma occorre che la Torà sia condivisa e parlata dal soggetto, nel presente. Leggerla è un lavoro di interpretazione e di coinvolgimento di sé: si tratta di qualificare e di bonificare il mondo che può essere il progetto di vita per ciascun soggetto2
Il testo non offre soluzioni sapute solamente a coloro che ne conservano la verità, al pari degli scienziati che detengono le teorie scientifiche acquisite in università, ma parla a ciascuno, così come la psicoanalisi non sollecita tanto i malati, quanto gli uomini, un tempo si diceva di buona volontà, stufi di destino, fortuna, guerre e distruzioni, dove anche il diritto è di natura e le masse fanno leggi sempre più distanti da quella Psicologia delle masse ed analisi dell’Io che Freud ha pensato nel 1921.
Dunque, bisogna o non "Bisogna insegnare la psicoanalisi nell’università?", questione che poneva due anni prima.
Certo non è sufficiente leggere Freud, che comunque va letto, ma occorre confrontarlo con altri pensieri che vengono ad essere presenti per trovare risposte sempre e solo di ciascuno. E’ il percorso che di fronte all’odio ed alla forza della pulsione di morte, il pensiero, pur piccola fiammella, non trova pace se non è soddisfatto.
Non solo non è sufficiente leggere Freud, o rifarsi alla storia trascorsa, ma occorre guardare avanti nel discorso futuro fondato sulla norma costituzionale del soggetto uomo, come Contri ci ha indicato3.
Parlare d’amore senza distinguerlo dal comando, dal sacrificio, dall'innamoramento, dalle rinunce, è viltà per continuare a mentire in primo luogo a se stessi a favore di ideali e valori che in primo luogo è bene riconoscere.pasted image

Sigmund Freud nel 1898 aveva allora 42 anni, ad Orvieto, nella cattedrale della città, davanti alla rappresentazione del giudizio universale del pittore Luca Signorelli, riferirà di aver trovato “la più grande rappresentazione del tema” che avesse mai visto fino ad allora, ma ben presto non ricorderà più il nome dell’autore.
Da: “Meccanismo psichico della dimenticanza” Vol. 2 pag. 424, Boringhieri

1.Si veda a questo proposito il lavoro di Maria Delia Contri che fornisce molti approfondimenti alle questioni qui accennate: http://societaamicidelpensiero.it/wp-content/uploads/170619TP_MDC3.p

2.Catherine Charlier, Lire la Torah, tradotto in italiano Leggere la Torà, Giuntina, Firenze, 2017

3.Il lavoro quarantennale di Giacomo B. Contri è fondamentale per raccogliere l’importanza del proseguo del pensiero freudiano e la rivoluzione che Freud ha promosso.
Si visiti il sito: http://www.giacomocontri.it/

 

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