Dott. Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoanalista Psicoterapeuta - Torino

Res Publica

La locuzione latina indica l’insieme degli interessi, delle caratteristiche, dei possedimenti e dei diritti che ciascun uomo della terra dovrebbe avere convenienza a riconoscere per sé nelle relazioni con l’universo degli altri abitanti.
Sono tanti gli aspetti storici che caratterizzano le diverse sfaccettature del lemma e che, a partire dalla Repubblica romana ed in seguito cittadine, hanno fondato istituzioni importanti e portanti per la vita sociale.
M’interessa prendere le mosse da un aspetto particolare cioè dalla distinzione tra la res familiaris e la res publica: tra la cosa privata e quella pubblica.

Questa divisione è estremamente importante per cogliere la rivoluzione che occorre compiere per migliorare l’attuale assetto civile.
Freud nel disagio nella civiltà segnala l’importanza sociale di progredire in tal senso. E qual’è il senso?
E’ capire che, con le dovute cautele, occorre diminuire ed arginare i conflitti tra la cosa pubblica e quella privata.
Un soggetto, se vive scisso, rinuncia a rilevanti aspetti di sé, combattuto tra il privato ed il pubblico. E’ necessario coniugare in sé e per sé le due tensioni in una per individuare la via propria, lavorando nell’unica direzione della soddisfazione che conduce a star meglio.
Per superare questo divario occorre che ciascun soggetto per proprio convincimento si renda conto che le istituzioni, la religione ed il totemismo hanno via via, nel tempo a ritroso, formato la controparte sociale delle patologie psichiche individuali: infatti, per esempio, ma non solo, se la religione è la nevrosi ossessiva universale dell’umanità, la nevrosi in primis si è posta come sistema religioso del singolo1.
Se guardiamo - continua Freud - alla relazione tra il processo di incivilimento dell’umanità ed il processo educativo del singolo, concluderemo senza esitazione che i due processi sono di natura simile, se non lo stesso processo applicato a soggetto/oggetto diversi.
Sarà Giacomo B. Contri a dar corpo e vita con La Cattedra del Pensiero alla coniugazione più importante e fondante tra res publica e privata, nell’affermare che l’uomo è una repubblica fondata sul pensiero. Proprio a partire dalla pulsione freudiana arriviamo ad individuare nel pensiero del singolo il grande esautorato della storia: il pensiero nei primi anni di vita è una repubblica attiva e legislativa, troppo spesso con il trascorrere del tempo diventa purtroppo sempre più inattiva; e sono ben pochi coloro che vi attingono e che hanno consapevolezza di ciò.
L’uomo nel pubblicare, nel rendere pubblico il proprio pensiero, ne è legislatore e vi fonda la sovranità dando corpo alla propria salute evitando la scissione tra pubblico e privato2.

DISAGIO CIVILTA

Il bambino: "Il disagio della civiltà"- Particolari3

1.S. Freud (1921), L’avvenire di una illusione, OSF 10, p.473
2.G.B. Contri, Cattedra del pensiero, 2012/2013, video. Sedici articoli della Costituzione individuale. http://www.youtube.com/user/giacomocontri
3.Dal catalogo Opere Ettore Gramaglia, n. 174 - Il bambino: “Il disagio della civiltà” - Olio su cartone telato (40x30) - Particolare  http://www.psicologo-gramaglia-torino.net/giancarlo_gramaglia/galleria-e-g/catalogo-opere-di-e-gramaglia/category/7-terzo-periodo-ii-parte.html?start=40

 


 

 

 

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