Dott. Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoanalista Psicoterapeuta - Torino

L'odio logico

Ho ripreso il Seminario del Lavoro Psicoanalitico 1986/’87 O dium Logicum perché ho individuato in questo impegno uno dei passaggi fondamentali del perché siamo costituiti in quanto SAP1.
In questo lavoro sono molte le chiavi di lettura individuabili per cogliere le vie che hanno condotto poi allo Studium Cartello ed ai risultati: posizione unica che la psicoanalisi ha potuto raggiungere oggi in lingua italiana.
Un esempio che può rendere l’idea che intendo trasmettere.
Negli anni ottanta in psicoanalisi si parlava di “relazioni oggettuali”, grazie all’influenza di Abraham e Jones. Giacomo Contri interviene nel Seminario e si chiede come possano due oggetti avere una relazione: “sarebbe a dire che il ferro ama il magnete?”.
Si può cogliere di qui lo stato dell’arte di certa psicoanalisi, ma ancora oggi la situazione non è tanto cambiata.
Ritornando agli aspetti generali dell’Odium Logicum dalla metodologia di lavoro all’elaborazione di molti concetti chiave, dei quali ora farò un sintetico e troppo parziale riassunto, si trovano le argomentazioni scientifiche che permetteranno a Giacomo Contri di consegnarci la Prima Costituzione2.

L’odio logico è odio al pensiero, odio al discorso, diventa il destino alternativo all’inconscio dove la resistenza la fa da padrona in antitesi alla psicoanalisi ed incarnando la sconfessione dell’esistenza di fronte a quel bivio al quale il lavoro psicoanalitico conduce affrancandosi dallo psicologismo filosofico.
Ancora l’odio logico è la teoria che ha costretto a rinunciare a pensare: è di qui che occorre una spinta per farsi operanti ed operatori nel condurre la psicoanalisi fuori dal discorso filosofico-psicologico.
Dalla messa in luce del Padre in quanto titolare della legge, all’insostenibilità del proprio desiderio in mancanza dell’A/altro, il Seminario spazia dalle letture freudiane all’Io di Sant’Agostino, dal Simposio di Platone a Lacan, passando al vaglio alcune posizioni di Abraham - a cui facevo riferimento - e della Klein, per giungere ad elaborazioni sull’autorizzarsi che preannunciano La Fuorilegge3, oppure segnalano l’inconcludenza della catena significante anticipando Il mondo come psicopatologia4.

Dall’utilizzo del biblico Giobbe, fino alla messa in luce della pulsione fonica ed alla fondazione della legge di moto pulsionale, vengono rielaborati concetti chiave come: castrazione, godimento lacaniano, significante, rinuncia pulsionale, il proton pseudos5, la pulsione ed il suo oggetto nella difficoltà di andare a meta senza un chiaro riconoscimento legislativo, e molte altre questioni - che qui per brevità non posso che tralasciare - fanno di questo lavoro un significativo viale verso il riconoscimento del pensiero in una posizione unica ed irrinunciabile nel panorama psicoanalitico sia di quegli anni, sia nei successivi.

Simposio, Milano, 13, maggio 2017

1. http://societaamicidelpensiero.it/
2. http://societaamicidelpensiero.it/cattedra-del-pensiero/video-della-cattedra-del-pensiero/
3. http://societaamicidelpensiero.it/wp-content/uploads/la_fuorilegge_ebook.pdf
4. https://www.google.it/search?client=safari&rls=en&q=Il+mondo+come+psicopatologia&ie=UTF-8&oe=UTF-8&gfe_rd=cr&ei=3vghWcfTJ-bBXrPVvqgG
5. http://www.studiumcartello.it/Public/EditorUpload/Documents/LFF/LFF171_VF3.pdf

 
 
 

 

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