Dott. Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoanalista Psicoterapeuta - Torino

Innamoramento

“Mi sono innamorato, ho perso la testa” è una delle più comuni espressioni in cui la massa si crogiola beandosi in una imbecillità che dire fastidiosa è dir poco.Vignetta GG Amore 2

Proviamo a chiederci come mai il senso comune utilizza l’innamoramento per restare nella completa cecità. Non è servito a nulla dire, come andiamo dicendo da quarant’anni, che innamoramento vuol dire che “in amore mento”. Ma perché risulta così inefficace?

Dev’esserci una ben forte resistenza se ogni Sanremo riesce ad avere successo, mentre ogni Sanscemo cade costantemente in oblio.

Perché l’individuo non ne vuol sapere, dice: “lasciami spensierato”, “non voglio pensarci”, “lasciami vivere tranquillo, in leggerezza”, perché?

Che cosa ci sarà mai di così tanto penoso da non voler rendersi conto?

C’è un tradimento, sì, una truffa a quel Colto che ingenuamente si è fidato di quelle persone che altrettanto inconsapevolmente l’hanno condotto nella Cultura. C’è stato un non sapere, sicuramente diverso, ma da entrambe le parti.

Dalla parte dei cosiddetti saputi, genitori nonostante, il tribunale Freud parla chiaro: occorre processare colui che processa ciascuno, il Super-Io, l’inquisitore deve diventare l’inquisito. Il lavoro che occorre fare per capire è grande, è l’intero mondo da mettere sotto processo, non quattro o cinque persone!

Basti ricordare come Freud faceva notare come il Super-io era individuabile nella legge morale di Kant, e non solo nei conflitti amorosi. Purtroppo gli psicoanalisti preferiscono scindere il pubblico dal privato, i fatti che si possono dire dall’intimo, ed il dramma continua nella riservatezza: da sotto le lenzuola al divano.

Scrive G.B. Contri, il quale ha dato il nome di “Tribunale Freud” all’opera freudiana denunciando il Super-io: da tribunale accusatore, censore e controllore, istigatore ed inibitore di sempre, il Super-io passa ad imputato.

Il mondo dell’imputabilità risulta rovesciato, o per meglio dire alla luce del Colto, rimesso sui suoi piedi a beneficio di tutti.

L’imputazione è quella di attacco al pensiero individuale, non esiste altro che il pensiero individuale, la prima costituzione, il resto è conseguenza.

Gli effetti sono la psicopatologia: l’immenso danno!

Ecco dove l’innamoramento come amore invade tutto un campo del soggetto fino a fargli perdere la testa, non conosce limiti se non per abbracciare ogni forma della psicopatologia: basta non pensare poi tutto va bene! Infatti il Super-io riguarda la censura, la formazione reattiva, il senso di colpa, ogni teoria sessuale e sull’amore, dai tabù agli ideali, il tribunale è attivo in ogni lavoro psicoanalitico e tocca gli intoccabili al di sopra di ogni sospetto: ecco perché occorre fare il lavoro psicoanalitico, che è essenziale rispetto ad ogni altro per ristabilire e far luce al Colto prima della cultura, soprattutto per favorire e consolidare la facoltà individuale nel passaggio del porre le forme del rapporto non in verticale del comando, ma in orizzontale dello scambio, per aprire faticosamente all’autorizzarsi ed al permettersi nella elaborazione delle forme legislative in rapporto con la costruzione del reale.

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