Dott. Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoanalista Psicoterapeuta - Torino

Il soggetto

 

n. 159Il soggetto nella cultura rischia di essere confuso con Narciso.

In quanto protagonista, il primo, il più bravo, comunque il più…è Narciso, l’ideale. Narciso è l’amato, Giacomo B. Contri lo chiama lo “scarrafone di mamma sua”, o il “gigantesco insetto de La metamorfosi”, oppure “Odradek” sempre di Franz Kafka, o lo “zimbello della specie di Schopenhauer”, l’uomo come strumento ed espressione della specie.

Narciso, famoso per la sua bellezza dai Greci in poi, a noi ci puzza, e ci aiuta a tracciare è la più antica cartella psichiatrica dell’umanità: uno schizofrenico catatonico allucinato e delirante immerso nelle sue deiezioni, che vuol dire non lavoro di pensiero, cioè la negazione del primo articolo della costituzione individuale.

Non tutti i narcisi sono psicotici, ci sono anche i perversi che rinnegano, basta pensare a Kierkegaard, ed al lavoro che ci ha presentato Luigi Campagner. Narciso è l’ontologia dell’amore, è l’essere amato, fissato senza moto nel pensiero-corpo di un tutt'uno all’immagine quale essa sia. E’ la nullità del prodotto dell’innamoramento: è amato per quello che è: “sei bello”, “sei timido”, comunque “sei…”, non è mai amato per quello che fa!

Per Narciso l’eredità del padre è dono che gli spetta. Come se i figli fossero iscritti ad un albo già scritto prima: degli amanti, degli adorati e poi degli eredi.

La ricchezza proviene dal riconoscimento del proprio pensiero che può produrre, e non dalla mendicanza o dai lasciti.

Dicevo all’inizio della cultura in rapporto con la faccenda del soggetto che è drammaticamente puerile ed ignorante nel non cogliere la differenza tra lo zimbello della specie, cioè colui che porta avanti il nome di famiglia, “l’oggetto a” di Lacan, e lo stare a vedere che: “se son rose fioriranno” dove “l’albero si giudica dai frutti”.

Guarire dallo stadio dello specchio, vuol dire uscire dall’imago, riconoscere Narciso per diventare Chi, l’interprete della prima costituzione, quel ciascuno che distingue: “mi sposo” dal “mi lavo”, che pronunzia: “mi va”, “mi piace” e non dice più: “è buono”.

L’idea del ritiro in sé stessi è un’idea delirante che avviene parecchio dopo la nascita, si nasce in un sociale: da altri e grazie ad altri si entra in contatto di scambio, s’inizia a parlare perché ci sono altri che parlano, e ciascun soggetto nei primi due anni di vita mediamente riesce a dotarsi degli strumenti che gli permettono d’interagire senza che la cultura interferisca più di tanto, giungendo ad esprimere un: “mi piace o non mi piace”.

Narciso significa gente che non si dà una mossa, senza pensiero: è la Donna come il Maschio, sempre a fare i bulloni della distinzione di chissà quale sesso: è la tipologia dell’essere in quanto oggetto distinto dalla materia per investire.

La distinzione oggetto/materia illumina ad una lettura della storia anche come storia del pensiero e come storia del narcisismo. Esiste solamente un appuntamento di affari.

Mi pongo una domanda per spiegarmi meglio: la storia dei Gramaglia mi serve per cogliere la logica che ha mosso e muove il mio corpo nell’accadere o per pavoneggiarmi dello status sociale raggiunto? Così potrebbe essere per il mio titolo di studio.

Succedere significa muoversi nel far accadere: avere successo significa portare sul piano della realtà il principio di piacere: realizzare è avere successo.

Torna Indietro

 

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Giancarlo Gramaglia utilizza i cookies per consentirti la migliore navigazione. Il sito è impostato per consentire l`utilizzo di tutti i cookies. Se si continua a navigare, si accetta e si approva la nostra policy sull`impiego di cookies. Per saperne di più sulla nostra policy dei cookies