Dott. Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoanalista Psicoterapeuta - Torino

Psicologia psicoanalisi perversione

Anche lo psicologo è stato ingannato da bambino.

Di conseguenza non può sapere ciò che i tribunali dei minori dovrebbero sapere (ma che non sanno) - dunque chi glielo dice che i minori vanno difesi dalla truffa e dall’inganno dell’amore?

La scienza psicologica serve a poco o nulla se non per denunciare che i minori sono tali solo perché sono stati defraudati, minorati, infantilizzati, ossia privati del proprio intelletto; defraudati della propria difesa, minorati nel proprio sostegno, privati della meta, al che resteranno da adulti solamente abborracciati ed avvinghiati allo schema fisso della loro forma culturale, quella che la cultura gli ha trasmesso, trasferendo quei dati della tradizione che permettono loro di sopravvivere e proseguire il dramma dell’inganno nell’amore.

La psicoanalisi è lo strumento che -quando va bene- permette una ripresa di ciò che è stato tolto al bambino.

Freud pubblicando “il piccolo Hans” è stato il primo avvocato della salute, il primo difensore dell’inganno che il bambino subisce, riconsegnando alla intelligenza umana ciò che prima potevano solamente gli angeli custodi per intervenire nella restituzione.

Mai al mondo c’è stata tanta perversione quanto dopo Freud, dove l’alternativa è solamente amicizia del pensiero. Uno psicoanalista prima di essere tale è amico del pensiero proprio e altrui. La civiltà del disagio ha preso la via nella perversione. Ancora fino ai tempi di Freud si poteva dire che l’alternativa alla salute era la nevrosi perché la maggior parte di quel disagio nella civiltà era nevrotico, oggi è sicuramente perverso.

Dall’isteria alla nevrosi ossessiva con le varianti fobiche sono tutte quelle posizioni in cui il soggetto si ritrova invaso da inibizioni sintomi ed angosce che lo limitano nell’attingere dalla propria costituzione e lo mettono in condizione di avere un legame sociale scarso ed improduttivo. Specificatamente il soggetto non è più in grado di riconoscere e di orientarsi rispetto ad una versione perversa del Padre.

Teorie come: “sono fatto così” oppure: “è la condizione umana” sono teorie precostituite dove il soggetto non soggetto crede di essere soggetto. Ballo in maschera per marionette modellate alla bisogna per recitare una parte già scritta nel sistema sociale controllato da una falsa modestia comunque rinnegata. Questa è la perversione!

Potrebbero seguire una serie di esempi tutti dal “dolore di vivere” alla “vita comunque senza angoscia”: è in ogni caso curioso notare quanto il principio di piacere sia ancora e sempre una pulsione di pensiero comunque un po’ attiva anche nelle situazioni più perverse.

Sconfessare, rinnegare andando contro il pensiero sano comporta una scoperta che è quella di un pensiero meta-fisico contro il pensiero del bimbo colto, nel senso che la materia in questo caso è l’uomo e non un oggetto fisico, per cui parliamo di meta-psichico e non come la perversione che parla di meta-fisico. Il corpo dell’uomo in primo luogo è meta psichico e non meta fisico perché il nostro corpo in primo luogo è pensiero e non carne. Noi possiamo avere il pensiero della nostra carne!

La psicologia è una delle espressioni culturali più pericolose perché sorregge la produzione narcisista: il bambino non nasce intelligente o scemo, ma la cultura psicologica non perde occasione per alimentare la psicosi dei genitori. 

Psicosi come gabbia sistemata in cui il bimbo colto “deve fare così” per non cadere nella contraddizione nevrotica, mentre la perversione toglierebbe dalla contraddizione nevrotica costruendo la teoria che precluda definitivamente l’accesso al principio di piacere.

 

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