Dott. Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoanalista Psicoterapeuta - Torino

Narcisismo

Narciso è la più antica cartella psichiatrica dell’umanità, c’insegna Giacomo B. Contri, “uno schizofrenico catatonico allucinato e delirante, immerso nelle proprie deiezioni”.
Non tutti i belli di mamma sua sono psicotici: alcuni vengono meno alla negazione psicotica con il rinnegamento o la perversione, altri, e sono la maggior parte, si difendono come possono nella loro denominazione di nevrotici. Si tratta di protezione: la nevrosi c’insegna che anche gli psicotici ed i perversi possono rientrare nella nevrosi, con buona pace degli psichiatri. E’ il pensiero che non riesce più ed essere mobilitato come un tempo, quando da bimbo veniva eccitato ed interessato dalle situazioni che gli accadevano all’esterno del corpo, ed incuriosito cercava d’andare a meta.

Il bambino nasce sano, è realista fin dal primo giorno, non pensa d’essere perfetto. Col tempo, culturalmente cresciuto, pressato dalle istanze superegoiche diventa chiuso in se stesso, simula di fare delle offerte, ma non s’espone in nulla: non viene al mercato dell’appuntamento, fa finta di riavvicinarsi, ma si tira subito indietro trovando ragioni motivate dalla logica delle teorie della cultura dominante o dell’anticonformismo, ma sempre solo teorie.

La rivoluzione freudiana

La rivoluzione freudiana consiste nel far presente a ciascun soggetto che ha la possibilità di essere presente a se stesso, che può essere soddisfatto, se attento a non farsi coinvolgere in credenze o teorie semplicistiche di natura istintuale o animale. 
L’uomo non è un animal grazioso e benigno!
La specificità umana, c’insegna Freud, è il pensiero, che gli è proprio e non deve riconoscere nulla a nessuno, non avendo alcun superiore. Può solamente essere invidioso ed incapace d’instaurare relazioni soddisfacenti. 
Cioè è l’uomo che ha la capacità d’istituire relazioni ed ordinamenti tali da elaborare azioni utili a produrre frutti e vantaggi nel lavoro di governo della propria esistenza. Ed è proprio Freud che ci aiuta a distinguere il pensiero sano da quello sofferente quando ci indica come il Super-io può giungere a spingere l’Io verso la morte in quanto traguardo di vita1.  
Che la meta di tutto ciò che è vivo sia la morte resta una delle tante osservazioni banali che si possono fare. Ma che il pensiero sia vivo e vegeto, anche quando il corpo organico è terra, basta osservarlo in Freud, come in Copernico, o in Darwin, come nel pensiero lasciato attraverso uno scritto da una nonna ad una nipotina.  
Insomma il pensiero non muore con il corpo e questa è una specificità umana che è riscontrabile non solamente in soggetti quali Platone o Aristotele od altri, ma anche in molti testi sacri dove i pensieri umani vengono trasmessi per via orale o scritta. 
E’ solamente con l’appropriamento della rivoluzione freudiana, cioè capire il valore d’una psicoanalisi, che è possibile cogliere l’importanza della rivoluzione copernicana e darwiniana, perché solo con il pensiero sano è possibile valutare le correzioni da apportare al pensiero nelle enormi difficoltà che ha subìto e che il bambino, a suo tempo, ha dovuto rimuovere.
Perché è così difficile cogliere la portata della rivoluzione freudiana tanto da non capire più dove stanno ragione e verità?

Nuovo video sulla depressione

La depressione è un buio artificiale prodotto dal tuo modo di pensare! E' un lavoro di sottrazione dal pensiero sano.  

Depressione

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Res Publica

La locuzione latina indica l’insieme degli interessi, delle caratteristiche, dei possedimenti e dei diritti che ciascun uomo della terra dovrebbe avere convenienza a riconoscere per sé nelle relazioni con l’universo degli altri abitanti.
Sono tanti gli aspetti storici che caratterizzano le diverse sfaccettature del lemma e che, a partire dalla Repubblica romana ed in seguito cittadine, hanno fondato istituzioni importanti e portanti per la vita sociale.
M’interessa prendere le mosse da un aspetto particolare cioè dalla distinzione tra la res familiaris e la res publica: tra la cosa privata e quella pubblica.

Questa divisione è estremamente importante per cogliere la rivoluzione che occorre compiere per migliorare l’attuale assetto civile.
Freud nel disagio nella civiltà segnala l’importanza sociale di progredire in tal senso. E qual’è il senso?
E’ capire che, con le dovute cautele, occorre diminuire ed arginare i conflitti tra la cosa pubblica e quella privata.
Un soggetto, se vive scisso, rinuncia a rilevanti aspetti di sé, combattuto tra il privato ed il pubblico. E’ necessario coniugare in sé e per sé le due tensioni in una per individuare la via propria, lavorando nell’unica direzione della soddisfazione che conduce a star meglio.
Per superare questo divario occorre che ciascun soggetto per proprio convincimento si renda conto che le istituzioni, la religione ed il totemismo hanno via via, nel tempo a ritroso, formato la controparte sociale delle patologie psichiche individuali: infatti, per esempio, ma non solo, se la religione è la nevrosi ossessiva universale dell’umanità, la nevrosi in primis si è posta come sistema religioso del singolo1.

L'odio logico

Ho ripreso il Seminario del Lavoro Psicoanalitico 1986/’87 O dium Logicum perché ho individuato in questo impegno uno dei passaggi fondamentali del perché siamo costituiti in quanto SAP1.
In questo lavoro sono molte le chiavi di lettura individuabili per cogliere le vie che hanno condotto poi allo Studium Cartello ed ai risultati: posizione unica che la psicoanalisi ha potuto raggiungere oggi in lingua italiana.
Un esempio che può rendere l’idea che intendo trasmettere.
Negli anni ottanta in psicoanalisi si parlava di “relazioni oggettuali”, grazie all’influenza di Abraham e Jones. Giacomo Contri interviene nel Seminario e si chiede come possano due oggetti avere una relazione: “sarebbe a dire che il ferro ama il magnete?”.
Si può cogliere di qui lo stato dell’arte di certa psicoanalisi, ma ancora oggi la situazione non è tanto cambiata.
Ritornando agli aspetti generali dell’Odium Logicum dalla metodologia di lavoro all’elaborazione di molti concetti chiave, dei quali ora farò un sintetico e troppo parziale riassunto, si trovano le argomentazioni scientifiche che permetteranno a Giacomo Contri di consegnarci la Prima Costituzione2.

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