Dott. Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoanalista Psicoterapeuta - Torino

Nuovo video sulla terapia di coppia

La terapia di coppia comporta due individui con due storie che possono essere completamente diverse.
Non sempre si può intraprendere questo percorso in coppia, ma di sicuro ciascuno può lavorare su se stesso riconoscendo la propria storia. 

Problemi di Coppia

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Proiezioni ovvero il potere del burattinaio

Una signora mi contatta per un solo colloquio dichiarando di essere guarita da un fastidio che le dura fin da giovinetta, del quale ha bisogno di parlarmi. E dice:
“Durante tutta la mia vita lavorativa ho avuto a che fare con neuropsichiatri, psicologi, psichiatri, psicoterapeuti: tutti superiori a me di grado, tutti dottori! Troppo spesso mi sono sentita inferiore, e mi son sottomessa, mio malgrado, chinando la testa. Da poco tempo ho detto basta, sono stufa di subire, ed ho incominciato a rispondere, a pormi come ero capace, sono uscita dallo stato d’inferiorità e mi son detta che non potevo continuare a pensare che questi dottori che avevano conseguito un titolo superiore al mio, avrebbero potuto formulare chissà quali opinioni nei miei confronti”.

Nuovo video su ansia e angoscia

L'angoscia è qualcosa che non riusciamo a capire da dove arrivi di solito , perchéarriva da quello che noi chiamiamo il Super-Io.
Ed è un'immagine di solito genitoriale che ci portiamo dietro e che non ci accorgiamo che lavora dentro di noi e ci produce degli enormi guai.

Ansia e Angoscia

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Nuovo video sullo stress

Spesso nel linguaggio comune si utilizza il termine stress. Ma che cosa significa?
Giancarlo Gramaglia ci spiega che lo stress è un modo molto brutto di non dire niente per credere di dire chissà che cosa.

Stress

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I cavernicoli di Platone versus 19 marzo

Per uscire dal mito occorre smettere di credere. Occorre abbandonare l’illusione: illusione e conoscenza non vanno a braccetto.
Uscire dalla caverna vuol dire uscire dall’edipo, cessare di auto ingannarsi ed iniziare l’ordinamento del proprio Io che è lavoro produttivo di soddisfazione con altri.
Edipo incontra Laio all’incrocio di quel luogo dove ciascun figlio non può evitare quel paio di individui che man mano conoscerà chiamandoli convenzionalmente genitori. Non può nemmeno far finta che non gli abbia dato il passo: Laio era davvero prima di lui!

Conoscere e riconoscere non sono il medesimo atto dello stesso tempo: possiamo pensare che sia trascorso il tempo che dall’ingenuità porta, quando porta, all’utilizzo del proprio intelletto per ringraziare dell’eredità e rilanciare la propria verità, e non restare ancorato alla colpa dell’uccisione insaputa.

 

175 r1

O.E.G. n. 175 "Il bambino: l’avvenire di una illusione?"1

Viene da chiedersi perché ci si vuole auto ingannare, perché è meglio credere che conoscere, perché restare in caverna?
Perché non andare fuori dalla caverna, forse con un’altro che potrebbe essere partner?

Giornata della Costituzione italiana

 

Perché la guerra?

O.E.G. n° 173 "Perché la guerra?"

Perché nella giornata della Costituzione italiana non prendere atto che esiste la Costituzione individuale che ha prodotto e continua ad elaborare un lavoro di civiltà attraverso il moto pulsionale di ogni uomo?

Il 17 marzo del 1861 il Re Vittorio Emanuele II da Torino, di fronte alla camera e senato riuniti, proclamava la Costituzione dell’unità del Regno d’Italia. La giornata della Costituzione italiana ha lo scopo di ricordare e promuovere i valori di cittadinanza, base di una positiva convivenza civile, nonché di riaffermare e di consolidare l'identità nazionale attraverso il ricordo e la memoria civica della realtà esterna sociale.

Questo è sicuramente un importante punto di riferimento per la civiltà.

Parlo e valuto la realtà esterna sociale con le sue pecche sapendo che esiste una certa perplessità a giudicare il nostro paese democratico; perlomeno è un giudizio benigno, certo altri paesi stanno peggio, c’è comunque una insoddisfazione che è nella cultura ed è stato Freud ad individuarla molto bene nel testo del 1929 tradotto con il disagio della civiltà.
La cultura produce insoddisfazione perché l’individuo non riesce a giungere a meta, è spinto nella società di massa a non soddisfare le pulsioni e ad afferrare i sostituti più sconcertanti. Seguendo la spinta e l’orientamento sociale il soggetto diventa aggressivo, malato, soffre: non riesce che ad individuare delle fittizie mete ideali di benessere, sostenuto da credenze raffazzonate e di facile consumo.

C’è da chiedersi dove sia finita la spinta di quel bimbo che cercava rassicurazioni da chi sapeva fornirgliele, che viveva nella sicurezza di ciò che lo circondava, che era capace di andare a cercare la soddisfazione quando gli veniva a mancare. Rimosso tutto?
La cultura gli ha chiesto di diventare adulto, ma cosa gli ha offerto?
Guerre, disastri di ogni genere ancorati a delle credenze di una presunta armonia prestabilita idealizzata e mai ancora consolidata.

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