Dott. Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoanalista Psicoterapeuta - Torino

Il diritto alla conoscenza senza il primo diritto

C’era il grande ed il piccolo, l’alto e il basso, il maestro e l’allievo, il re e il suddito, il comando e obbedienza, il ricco e il povero, il buono ed il cattivo.
Gli uffici hanno funzionato con il capo, ed il sottocapo ed a seguire i vari gradi di sottoposti; direttori ed impiegati, dipendenti di grado diverso per organizzare operai disposti e sottomessi.giudice
Generali graduati: ciascuno inferiore ad altri fino al soldato semplice.
Ruoli prefissati per regolare il sistema in cui l’obiettivo è di sistemarsi in una società per essere un arrivato.
Esistono sistemi scolastici, educativi, sistemi di ogni ordine e grado. La società è organizzata in sistemi. Dai sistemi matematici ai sistemi di gioco ai sistemi sociali: chiesa, esercito sono l’espressione più significativa della società di massa.
L’imperativo categorico con tutto il modo di pensare che ne consegue è l’espressione drammatica di una cultura articolata sul dovere e sulla morale.
La metafisica dei costumi e della razionalità è il risultato del pensiero che ha prodotto questi sistemi dei quali Kant è stato uno dei più brillanti espositori concettuali.
Freud ha introdotto un’altra metafisica: la metapsicologia che ci fa incontrare e conoscere un pensiero psicopatologico dove è il Super-Io ad imporsi al soggetto: “fai questo alla mamma!”. La mamma diventa un ente astratto pieno di chissà quali poteri. E questo "fai questo alla mamma" viene enfatizzato: “ma non sai che sono tuo padre!”, non c’è più un terreno di scambio, una parità di livello, e viene così ad introdursi la verticalità.
E’ portante ed importante notare che nelle religioni, in tutte ed in particolare in quella islamica, si constata meglio che in qualunque altra assoluta astrattezza la verticalità.

La noia e il tempo

Che la noia fosse una componente della psicopatologia era già stato messo in chiaro fin dagli studi sull’isteria, segnalando che “la tortura della noia” provoca “un eccesso d’eccitamento che caratterizza molte persone incapaci di sopportare la vita monotona spingendoli verso ogni tipo di sintomi”.1

Sarà il lavoro di Contri ad individuare la specificità della patologia della noia attorno a due forme apparentemente contrapposte, ma strettamente correlate, che caratterizzano la vita individuale e sociale.
Cercherò di metterle in evidenza sviluppando alcune considerazioni.

Una prima forma passiva dove la noia viene subita è tipica dell’adolescenza, che spesso abbiamo anche chiamato “adolessenza”.
Una seconda forma attiva in cui l’individuo malato di noia diventa corpo contundente: è la noia militata, del “non ho tempo di annoiarmi”.2
In ciascuna delle due forme l’individuo è calato in un sistema mondo in cui è costretto a fare tutta una serie di azioni nell’ordine del dovere e dell’obbligo, dove gli agenti impersonali: credenze, destino, fato, sorte, fortuna, casualità, divino, lo costringono a subire, e lui: o soccombe nella noia o non ha “nemmeno il tempo di annoiarsi” perché reagisce con vigore e volontà al sistema utopico in cui è costretto: diventa noioso.
Il lavoro viene vissuto come costrizione, poi ci sarebbe la “libertà” in cui “posso fare finalmente cosa voglio: divertirmi!”.
L’uomo della patologia ha due modalità contrapposte di pensare il trascorrere del tempo della propria vita, dove la sistemazione, il “sei sistemato” è una delle due caratteristiche fondanti dell’uomo schiavo del suo tempo.
Se invece osserviamo il bambino, e poi ancora meglio recuperiamo il bimbo che c’è in ciascuno, ci accorgiamo dell’iniziativa con cui agisce: è sorprendente come il bimbo non senta l’esigenza di riempire il tempo, ma vive il tempo, che è al suo servizio per farne una presa diretta con l’avvenimento reale. Il tempo è beneficio alla vita: ogni momento è scoperta di conoscenza e d’interesse.

Nuovo video sulle fobie

Nella nevrosi abbiamo tre divisioni abbastanza classiche: la nevrosi isterica, la nevrosi ossessiva e le fobie.
Le fobie sono le più riuscite del bambino, cioè che sono quelle che riescono a circoscrivere il problema dell'Edipo su un animale.

Fobie

Fobie

 

 

Nuovo video sui disturbi alimentari

L'origine è sempre la stessa: è sempre nella storia del soggetto che ritroviamo i disturbi alimentari.
Le anoressie e le bulimie sono trattabili ma bisogna vedere caso per caso.
E' molto probabile che intervengano delle sintomatologie, magari somatiche, quindi c'è un aspetto che va a diventare una malattia di tipo aggredibile dal punto di vista chirurgico.

Disturbi Alimentari

Schermata disturbi alimentari

Narcisismo

Narciso è la più antica cartella psichiatrica dell’umanità, c’insegna Giacomo B. Contri, “uno schizofrenico catatonico allucinato e delirante, immerso nelle proprie deiezioni”.
Non tutti i belli di mamma sua sono psicotici: alcuni vengono meno alla negazione psicotica con il rinnegamento o la perversione, altri, e sono la maggior parte, si difendono come possono nella loro denominazione di nevrotici. Si tratta di protezione: la nevrosi c’insegna che anche gli psicotici ed i perversi possono rientrare nella nevrosi, con buona pace degli psichiatri. E’ il pensiero che non riesce più ed essere mobilitato come un tempo, quando da bimbo veniva eccitato ed interessato dalle situazioni che gli accadevano all’esterno del corpo, ed incuriosito cercava d’andare a meta.

Il bambino nasce sano, è realista fin dal primo giorno, non pensa d’essere perfetto. Col tempo, culturalmente cresciuto, pressato dalle istanze superegoiche diventa chiuso in se stesso, simula di fare delle offerte, ma non s’espone in nulla: non viene al mercato dell’appuntamento, fa finta di riavvicinarsi, ma si tira subito indietro trovando ragioni motivate dalla logica delle teorie della cultura dominante o dell’anticonformismo, ma sempre solo teorie.

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