Dott. Giancarlo Gramaglia

Psicologo Psicoanalista Psicoterapeuta - Torino

Nuovo video sulle inibizioni

L'inibizione è proprio un primo livello che di solito si sottovaluta troppo. E' un buon segnale per capire già dove la storia del soggetto potrebbe andare a svilupparsi, però di solito è sottovalutata perché è gestibile dal soggetto. 

Le inibizioni                 Schermata 2017 12 22 alle 17.13.39

La cura in psicologia

Lavorare con lo psicologo vuol dire rendersi conto del prendersi in cura.
Essere pazienti - anche propriamente nel lessico medico - vuol solo dire accettare di seguire tutti i passi necessari nel tempo per uscirne. Ma qui l’altro (prevalentemente medico) lavora per la maggior parte sull’oggetto corpo.
Nel caso dell’analizzando - preferisco chiamarlo paziente, ma è diverso dalla medicina - (già scritto) il lavoro è distribuito tra due attività nel senso che l’altro non solo non è corpo oggetto, ma soggetto, non da tollerare in quanto malato, ma da aiutare in quanto c’è lo scambio di partnership, cioè il vantaggio di conoscenza per entrambi da posizioni diversificate, per giungere ad un diverso modo di valutare ed impostare il rapporto di collaborazione.

La partnership è basata sullo scambio. Il partner è socio, è colui o colei con il quale condivido degli aspetti della mia vita e/o del mio lavoro.
Partner è colui che mi aiuta ad andare a meta, mi fa spostare, mi sorregge nel metterci del mio per pubblicarmi, mi aiuta ad esibire i miei talenti per riuscire a presentarli al meglio.
Si crea partnership tra psicoanalista / psicologo / psicoterapeuta e paziente quando c’è il transfert.freud caricatura

Transfert significa trasferire pensiero.
Solitamente questo pensiero è vincolato da un amore presupposto e viene trasferito tramite lavoro in un pensiero più libero e più consone al soggetto che chiede aiuto.
Il transfert è la passione che in una psicoanalisi è la narrazione del discorso. L’amore di transfert non è uno stato, ma un movimento. Il concetto di transfert è il concetto di obbligazione: genera rapporto.
Che l’obbligazione sia stata generata da una libera domanda è la condizione della cura, ovvero la condizione della vita psichica normale, di una qualsiasi scelta di amore che passa attraverso un lavoro.1

Il concetto di cura è un altro aspetto molto importante da analizzare.
Non è lo psicologo che ti cura, ma sei tu soggetto insieme a lui che avvii il tuo percorso di guarigione.
Provare a curare è provare ad aiutare qualcuno a passare dalla miseria della psicopatologia alla ricchezza della salute. E la scoperta dell’imputabilità nella malattia psichica che permette di curare.
Attraverso l’imputabilità il soggetto ri-conosce la norma perduta. Ci si corregge, imparando a prendersi cura di sé.
Non esiste cura -come non esiste amore e non esistono affari- se non si esce dall’alternativa del prendere o lasciare. Come in amore o in affari occorre andare fino in fondo. E’ un passaggio facilissimo da intendere per chi abbia già compiuto in qualche modo il passaggio oltre la crisi. 2

La crisi sopravviene per una incapacità di esprimere il giudizio sull’altro. Dalla crisi ha cronologicamente luogo la malattia psichica per ciascun soggetto.
Nevrosi, psicosi, depressione, inibizioni, fobie, paure, ossessioni e molte altre sono le psicopatologie che si manifestano più frequentemente nel soggetto.
Imparare ad amare se stessi è un primo passo verso la guarigione, che in certi casi può avvenire solo per mezzo di un altro (psicologo / psicoanalista / psicoterapeuta) con il quale si può lavorare sulle propria storia, cercando di mettere in luce tutti gli aspetti disturbanti, accogliendoli e lavorandoli e recuperare il proprio io-bimbo smarrito.

1Rubrica di psicopatologia della vita quotidiana,pag. 404-405, Giancarlo Gramaglia, 2006
2Rubrica di psicopatologia della vita quotidiana, pag. 88-89, Giancarlo Gramaglia, 2006

Nuovo video sulle ossessioni

Le ossessioni sono dei punti dove la nevrosi si ancora e gira sempre lì attorno. E' molto stancante e faticoso per il soggetto lavorare questa patologia.
E' importante rielaborare parti della propria storia infantile e lavorarci sopra per scardinare le ossessioni.

Le ossessioni

Ossessioni immagine

Il diritto alla conoscenza senza il primo diritto non regge

C’era il grande ed il piccolo, l’alto e il basso, il maestro e l’allievo, il re e il suddito, il comando e obbedienza, il ricco e il povero, il buono ed il cattivo.
Gli uffici hanno funzionato con il capo, ed il sottocapo ed a seguire i vari gradi di sottoposti; direttori ed impiegati, dipendenti di grado diverso per organizzare operai disposti e sottomessi.giudice
Generali graduati: ciascuno inferiore ad altri fino al soldato semplice.
Ruoli prefissati per regolare il sistema in cui l’obiettivo è di sistemarsi in una società per essere un arrivato.
Esistono sistemi scolastici, educativi, sistemi di ogni ordine e grado. La società è organizzata in sistemi. Dai sistemi matematici ai sistemi di gioco ai sistemi sociali: chiesa, esercito sono l’espressione più significativa della società di massa.
L’imperativo categorico con tutto il modo di pensare che ne consegue è l’espressione drammatica di una cultura articolata sul dovere e sulla morale.
La metafisica dei costumi e della razionalità è il risultato del pensiero che ha prodotto questi sistemi dei quali Kant è stato uno dei più brillanti espositori concettuali.
Freud ha introdotto un’altra metafisica: la metapsicologia che ci fa incontrare e conoscere un pensiero psicopatologico dove è il Super-Io ad imporsi al soggetto: “fai questo alla mamma!”. La mamma diventa un ente astratto pieno di chissà quali poteri. E questo "fai questo alla mamma" viene enfatizzato: “ma non sai che sono tuo padre!”, non c’è più un terreno di scambio, una parità di livello, e viene così ad introdursi la verticalità.
E’ portante ed importante notare che nelle religioni, in tutte ed in particolare in quella islamica, si constata meglio che in qualunque altra assoluta astrattezza la verticalità.

La noia e il tempo

Che la noia fosse una componente della psicopatologia era già stato messo in chiaro fin dagli studi sull’isteria, segnalando che “la tortura della noia” provoca “un eccesso d’eccitamento che caratterizza molte persone incapaci di sopportare la vita monotona spingendoli verso ogni tipo di sintomi”.1

Sarà il lavoro di Contri ad individuare la specificità della patologia della noia attorno a due forme apparentemente contrapposte, ma strettamente correlate, che caratterizzano la vita individuale e sociale.
Cercherò di metterle in evidenza sviluppando alcune considerazioni.

Una prima forma passiva dove la noia viene subita è tipica dell’adolescenza, che spesso abbiamo anche chiamato “adolessenza”.
Una seconda forma attiva in cui l’individuo malato di noia diventa corpo contundente: è la noia militata, del “non ho tempo di annoiarmi”.2
In ciascuna delle due forme l’individuo è calato in un sistema mondo in cui è costretto a fare tutta una serie di azioni nell’ordine del dovere e dell’obbligo, dove gli agenti impersonali: credenze, destino, fato, sorte, fortuna, casualità, divino, lo costringono a subire, e lui: o soccombe nella noia o non ha “nemmeno il tempo di annoiarsi” perché reagisce con vigore e volontà al sistema utopico in cui è costretto: diventa noioso.
Il lavoro viene vissuto come costrizione, poi ci sarebbe la “libertà” in cui “posso fare finalmente cosa voglio: divertirmi!”.
L’uomo della patologia ha due modalità contrapposte di pensare il trascorrere del tempo della propria vita, dove la sistemazione, il “sei sistemato” è una delle due caratteristiche fondanti dell’uomo schiavo del suo tempo.
Se invece osserviamo il bambino, e poi ancora meglio recuperiamo il bimbo che c’è in ciascuno, ci accorgiamo dell’iniziativa con cui agisce: è sorprendente come il bimbo non senta l’esigenza di riempire il tempo, ma vive il tempo, che è al suo servizio per farne una presa diretta con l’avvenimento reale. Il tempo è beneficio alla vita: ogni momento è scoperta di conoscenza e d’interesse.

Nuovo video sulle fobie

Nella nevrosi abbiamo tre divisioni abbastanza classiche: la nevrosi isterica, la nevrosi ossessiva e le fobie.
Le fobie sono le più riuscite del bambino, cioè che sono quelle che riescono a circoscrivere il problema dell'Edipo su un animale.

Fobie

Fobie

 

 

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